un uomo senza religione è come un pesce senza bicicletta

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Questo blog non rappresenta un beneamato cazzo, in quanto lo dico io. Non può pertanto considerarsi un panino al prosciutto.



giovedì, 26 novembre 2009
 

Mi piacerebbe che qualcuno mi chiedesse indicazioni per andare in qualche posto, così mi disegnerei la strada sulla pancia con un pennarello e gli farei sbagliare strada perché io al contrario non so disegnare.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 16:32 | commenti


mercoledì, 18 novembre 2009
 

Tolto che sono indolente, apatico, indifferente di mio.
Ci penso, ci penso e ci penso e non riesco a trovare una ragione per vivere.
Non si fraintenda. Non che io abbia un qualche motivo per non vivere o non abbia voglia di vivere. Tutt'altro.
Solo che chi pensa troppo fa questa fine, si ritrova annegato nei propri pensieri. Può essere un bene, può essere un male. Non mi pronuncio: bene e male sono concetti superati.
Nessuna ragione per vivere, dicevo. Nessun fine. Nessuno scopo. Per me. Per tutti. In senso assoluto.
Tutto tornerà ad essere come prima, prima quando non c'ero. Da questo punto di vista qualunque cosa, qualunque, perde d'importanza, di significato. Non ha ragione d'esser fatta; se viene fatta ha lo stesso valore di qualunque altra cosa sia stata fatta o non sia stata fatta. Viene quasi da pensare che senza un motivo per vivere tanta valga sopravvivere, lasciarsi vivere, fino alla fine.
La mia è una considerazione sulla lunga distanza. In mezzo al vivere quotidiano, che mi trascina con sè senza che io lo voglia, senza che io riesca ad impedirlo, ci sono piccole cose che si potrebbero definire felici, che ogni tanto capitano. Ma se queste sono fini a se stesse - e sono fini a se stesse - mi lasciano sempre l'amaro in bocca. Non mi bastano. Mi accendono ma non mi riempiono. Felicità ed infelicità non appartengono alla parte più profonda di me. Non ha senso chiedermi se sono felice, se sono triste. Non potrei rispondere.
Con questo, l'accettazione dell'impotenza e dell'inutilità, credo di non avere più niente da dire.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:03 | commenti (2)


giovedì, 05 novembre 2009
 

Io, in tutta onestà, il crocifisso in classe ce lo lascerei. Primo, perchè è sacrosanto che la tradizione, l'identità nazionale e le radici cristane dell'italica patria siano crocifisse su tutti i muri. Secondo, perchè noi siamo a casa nostra e se andiamo a casa loro non è che ci fanno fare quello che ci pare, anzi, ci fanno saltare in aria e puzzano. Terzo, quelli che non lo vogliono "possono morire, ma il crocifisso rimarrà nelle aule". Quarto, e 'sticazzi. Quinto, magari oltre al crocifisso ci aggiungiamo pure tutti gli altri simboli della nostra tradizione: un rosario, una foto di Padre Pio da morto, la sacra sindone, le mutande di Giovanni Paolo II da vivo, la madonna, una manciata di stigmate, i calendari di frate Indovino e di una tettona a caso, un pallone da calcio, la supermoviola, un paio di pizzini, un piatto di spaghetti, una pizza margherita, cappuccio e brioche, un corno rosso, un bidet, un gratta e vinci, i numeri del lotto, del dieci e lotto, del superenalotto, del megaextravaffanculolotto, le nominations del Grande Fratello, la locandina di Vacanze di Natale, TV Sorrisi e Canzoni, una foto di Berlusconi che fa le corna, una foto di Dante Alighieri e di Virgilio che urlano Italia Uno!, uno scontrino fiscale non emesso, un bidone di rifiuti tossici, un fascio littorio, lo stemma dei Savoia, la calza per la Befana, la maschera di Arlecchino, un ramo di ulivo, un uovo di cioccolato con dentro la sorpresa, un mazzo di crisantemi, una mimosa, una corona di alloro, una tomba etrusca, l'oroscopo del giorno di Paolo Fox, la vagina di Cicciolina, trenta euro bocca figa, e via dicendo. Quinto o sesto, ho perso il conto, sarò cieco io, ma tutta questa cristianità nella storia di questo pezzo di terra che ci ostiniamo a chiamare Italia proprio non la vedo.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 16:37 | commenti (4)