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Questo blog non rappresenta un beneamato cazzo, in quanto lo dico io. Non può pertanto considerarsi un panino al prosciutto.



lunedì, 22 dicembre 2008
 

Svegliarsi alle cinque di mattina e cercare di mettere d'accordo le due parti di sè. La parte cattiva dice che è meglio lasciare le cose come stanno, seguire la corrente, arrivare al mare. La parte moltocattiva dice basta. La parte cattiva dice che va bene quando le cose vanno bene, quando le cose non vanno bene, va malissimo.  La parte moltocattiva dice vaffanculo, decidere, fare, volere, potere. La parte cattiva dice che le cose sono belle solo quando non le hai più. La parte moltocattiva dice fuori le palle. La parte cattiva dice che i cowboy che cavalcano verso il sole al tramonto non esistono. La parte moltocattiva dice bang bang bang! La parte cattivissima dice: fatemi dormire, idioti.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 12:21 | commenti (7)


mercoledì, 17 dicembre 2008
 

Basta parlare di cose che non esistono, mi si frigge il cervello a pensare di continuo al nulla. Provo a fare un fioretto per Natale, come se me ne fottesse qualcosa dei fioretti o del Natale. Da oggi in poi, per i prossimi dieci quindici minuti, dedicherò la mia completa attenzione a cose materiali, terrene, utili ed interessanti.
Come l'alberello di merda con le lucine colorate e gli affari dorati, non lo so come si chiamano, che mi devo tenere in casa per quieto vivere.
Come il nuovo gioco di calcio che mi sono comprato e a cui non giocherò mai, perchè ormai sono grande per giocare con la playstation e perchè prendere gli schiaffi dal Chievo in modalità principiante farebbe passare la voglia a chiunque.
Come il ilbro che sto leggendo, che capitano quei momenti in cui non riesco ad andare avanti, colpa mia, colpa del libro, concorso di colpa.
Come facebook e simili, che rimango sempre della mia idea che lo scopo ultimo sia raccattare un po' di figa, e visto che la figa al momento ce l'ho, a chi diavolo importa se il mio compagno di banco delle elementari ama i pesci rossi, legge Kant o è rimasto orribilmente sfigurato in un incidente automobilistico?
Come il regalo che vorrei per Natale: niente. Lo sillabo, così è chiaro, non vorrei che comprassi il modello sbagliato: Niiiii. En. Te. Fagli un bel fiocchetto e mettimelo sotto l'albero, quello con le lucine colorate e i cosi dorati. Non mi serve niente, non ho bisogno di niente, non ho voglia di niente.  Se proprio devi, va bene un libro, un dvd, fai tu, una cazzata da due lire. I soldi valgono meno di un triplo uno a Risiko quando stai attaccando, ma buttarli via così, per un qualcosa che non vale un sorriso forzato, è proprio un peccato. C'è la crisi, c'è gente che muore di fame, non ci sono più le mezze stagioni. Dalli in benificenza, che ne so, fa' una donazione ad Amnesty International, agli Alcolisti Anonimi, al WWF. Ecco, salva un panda dall'estinzione. Salva me, dall'estinzione.
Tempo scaduto.
Diceva il vecchio Freud, che si scrive Froid e si pronuncia Fruà: se qualcuno giunge al punto di accettare acriticamente tutte le assurdità che le dottrine religiose gli trasmettono, e perfino di ignorarne le contraddizioni vicendevoli, la sua debolezza intellettuale non deve stupirci oltremodo. Dei mentecatti, e io cos'ho sempre detto?

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:58 | commenti (5)


martedì, 16 dicembre 2008
 

Premessa. Sono incensurato. Non sono un ladro. Non sono un assassino. Non dico di poter essere preso a modello di rettitudine dalle generazioni future, ma tutto sommato penso di essere una brava persona e di non aver mai fatto del male a nessuno. Fatta eccezione per qualche legnata a mio fratello, ma: 1) ero minorenne, 2) sono convinto che picchiare un parente sia una dimostrazione di affetto.
Detto questo, faccio uno sforzo. Uno sforzo immane. Chiudo gli occhi e cerco di immaginare che la Bibbia non sia solo un mucchio di leggende metropolitane, messe insieme, cucite e ritagliate alla cazzo di cane, a tavolino. Immagino che lassù, tra le nuvole, ci sia davvero questo tizio con la barba, fatto a mia immagine e somiglianza, che ci osserva e ci giudica.
Ora.
Dopo aver cacciato di casa le sue creature [Abbandono di incapaci], Adamo ed Eva, perchè sono stati un po' troppo curiosi.
Dopo aver preteso doni ed offerte [Concussione], a partire da Caino e Abele.
Dopo aver chiesto ad Abramo di ammazzare suo figlio [Istigazione a delinquere], così, giusto per vedere se l'avrebbe fatto.
Dopo aver annientato la quasi totalità della vita sulla Terra [Disastro ambientale e sterminio], uomini e animali, affogandoli tutti, perchè gli erano venuti male.
Dopo aver distrutto Sodoma e Gomorra [Incendio doloso e strage] perchè si scopava troppo.
Dopo aver ucciso in una notte ogni primogenito egiziano [Infanticidio].
Dopo aver sedotto, ingravidato ed abbandonato una ragazzina [Atti sessuali con minore], Maria.
Dopo aver in sostanza ammazzato più gente di Hitler, Mussolini e Stalin messi insieme [Omicidio volontario].
Dopo tutto ciò, in merito a cosa questo tizio, questo galantuomo, può permettersi di giudicarci?
Casomai, non dovremmo essere noi a giudicare lui?
Eh. Dovremmo. Perchè, punto primo: inspiegabilmente, la gente questo tizio lo adora, lo ama, gli giustifica tutto, si prende addirittura la colpa al suo posto: se l'ha fatto è per il nostro bene un motivo ci sarà noi non lo sappiamo ma lui sì è tutta colpa del libero arbitrio mistero della fede satana in saecula saeculorum occhio malocchio prezzemolo e finocchio amen.
Punto secondo: purtroppo i reati sopra elencati sono ormai estinti per prescrizione dei termini. Al massimo, per i fatti successivi all'anno 33 d.C., sarebbe possibile inquisire e rimandare a giudizio l'indiziato con l'accusa di omissione di soccorso. Servirebbe a poco: già una volta è stato preso e gli hanno fatto fare la fine che meritava... Tre giorni ed era già fuori.
Meglio tornare al mondo reale, quello fatto di cose vere, dove gli amici immaginari nell'alto dei cieli non esistono, quello dove la gente che parla con un tizio morto in croce duemila anni fa andrebbe crocifissa a sua volta. Per dire che se credessi alle favole sarei incazzato come una iena. E per dire che qualcuno da denunciare ci sarebbe. La chiesa cattolica apostolica romana, per abuso della credulità popolare.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 10:59 | commenti


giovedì, 11 dicembre 2008
 

Questi giapponesi sono dei geni. Già lo sapevo, dopo aver speso 40 euro per un po' di tonno crudo e del riso. La conferma è questo tizio che si è costruito la moglie, una specie di robot che gli pulisce casa, gli legge il giornale, non ha mai quei certi giorni lì e non ha mai mal di testa. Tipo la donna bionica, senza il superudito e con gli occhi a mandorla. Chissà se c'è anche al gusto di Pocket Coffee.

Piuttosto che, preferisco sprecare il mio tempo in altri modi. Che ne so, guardare fuori dalla finestra, fissare la mia faccia riflessa nella televisione spenta, ascoltare le sigle dei vecchi cartoni animati, giocare da solo a palla rimbalzina, lavorare in un call center di una ditta di cosmetici, mangiare gli spaghetti con le bacchette cinesi, strapparmi i peli delle orecchie con le pinzette, mascherarmi da Batman, il Batman quello vecchio, con la calzamaglia grigia, ed andare ad una festa e chiedere al DJ se mette la sigla di Bia la sfida della magia, quella che fa bi e a, bi e e, ba be, bi e i, ba be bi, be e o, ba be bi bo...

La parola dell'anno non è onda. E nemmeno spazzatura o fannullone. La parola dell'anno è ammaccabanane.

Tra dio e Babbo Natale, quello che mi manca di più è Babbo Natale: da quando non credo in lui, non mi porta più i regali.

Infatti. Se la religione è la ricerca della verità, io sono un pesce pagliaccio alla ricerca di Nemo.

Sì, ho il chiodo fisso. Sintetizzando al massimo le parole di oggi di quel signore con la faccia cattiva che alcuni chiamano papa: l'incremento demografico è la soluzione alla fame nel mondo. Ma non erano i comunisti quelli che mangiavano i bambini?

Certa gente, io la stimo tantissimo. Tanto quanto, se non di più, stimo Jeffrey Dahmer, Gigi D'Alessio, quelli che rigano le fiancate delle macchine, l'ornitorinco, il mostro di Lock Ness, i muschi e i licheni, la flora batterica intestinale, la tenia e la fotosintesi clorofilliana.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 14:51 | commenti (2)


mercoledì, 10 dicembre 2008
 

Sì, mi piace Caparezza. E sì, domenica andrò al concerto di Caparezza. Problemi?

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 10:46 | commenti (1)


venerdì, 05 dicembre 2008
 

<<Ai nostri giorni, abbiamo un ateismo che è fatto di indifferenza, di superficialità, di banalità: è quasi una sorta di gioco di società il negare Dio.>>
[Monsignor Gianfranco Ravasi]

E' una posizione profonda, che merita la massima considerazione. Ed infatti, subito dopo aver finito di chiedermi se il mare sia blu perchè riflette il cielo o viceversa, dedico alla questione la mia completa attenzione.
L'ateismo è un gioco di società tipo Risiko?
Attacco il Vaticano dall'Italia, con tre carri armati.
Tipo Monopoli?
Vai in Piazza San Pietro, senza passare dal Via, e versa il tuo otto per mille.
Tipo Indovina Chi?
Ha le corna, puzza di zolfo, non fa i coperchi... E' Satana, ecco chi è!
O tipo Cluedo?
Chi ha ucciso Gesù? E' stato Giuda, in camera da letto, con la chiave inglese.

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[aggiunta]
Non mi considero una persona blasfema e per questo motivo ho volutamento omesso L'allegro chirurgo, in quanto argomento del canone evangelico:

Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: «Operiamo!» [Matteo 22,49-51]

Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. [...] Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». [...] E, detto questo, gridò a gran voce: «Operiamo!». [Giovanni 11,17-43]

E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano. E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Operiamo!» [Marco 7,32-34]

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo». Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: «Ma che cazzo ne so. Operiamo!» [Marco 7,14-18]

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:14 | commenti (7)


lunedì, 01 dicembre 2008
 

E' un periodo un po' così. Penso. Sarà il tempo, mi dico, ma il tempo non è. Non sono di quei tipi che se piove sono tristi. Se c'è il sole sono felici. Se c'è il sole e piove, può succedere, si buttano giù dalla finestra, ma si schiantano con il sorriso sulla faccia. Io no. Non sono meteoropatico. Anche se la gente di solito dice metereopatico. O metropatico. La gente sono ignoranti. E la gente sono anch'io. Ci sono troppe cose da sapere, troppe cose che non si possono sapere. Ignoro. Penso. Rifletto. Continuo ad ignorare. Mi chiedo chi sono. Come sono. Quando sono in macchina odio i pedoni. Quando sono a piedi odio gli automobilisti. La metafora della vita. Questione di punti di vista. E' sempre questioni di punti di vista. Chissà se gli altri se ne rendono conto. Se ci pensano. Se si immedesimano. Io cerco di non parlare al cellulare in treno. Perchè odio chi parla al cellulare in treno. Chiacchiere inutili. Le vite degli altri sono chiacchiere inutili. Accendo l'ipod per non sentirle. Ma sento lo stesso. Perchè tengo la musica bassa. Perchè odio chi ascolta l'ipod a tutto volume. Succede spesso. Mi prende questa rabbia da in basso, lo stomaco, non lo so. Sale fino in gola, fino a vomitarla fuori, la rabbia. Ma non vomito. E' come se fossi programmato per non poterlo fare, anche volendo. Un blocco. Non riesco ad entrare nelle vite degli altri, interagire, credo si dica. Resto in disparte, ai margini, a guardare la gente che passa. Entra ed esce. Arriva e se ne va. E non ne sento la mancanza. Forse potrei partire. Andarmene. A volte penso di farlo, e mentre penso di farlo so che non ne sono capace. E' come se fossi programmato per non poterlo fare. Odiare quello che mi sta intorno e non poter uscire da quello che mi sta intorno. Farne parte. Per paura o per rassegnazione o per chissà cos'altro. Pensare di non essere quello che mi sta intorno, ed invece.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:59 | commenti (7)