Questo blog non rappresenta un beneamato cazzo, in quanto lo dico io. Non può pertanto considerarsi un panino al prosciutto.
lunedì, 28 luglio 2008
Mio fratello mi dice che l'Italia è un paese di mafiosi e di fascisti. Gli chiedo di spiegarmi un po' il comunismo, quello di Marx e quello di adesso, se esiste ancora. Spiega e spiega, ma lo fa come faccio io quando spiego qualcosa. Io che so, capisco e chi non sa, non capisce. Gli chiedo dei libri da leggere, qualcosa con cui passare l'estate, e lui mi molla in mano della roba sul Che ed un libro di Bertinotti tutto sottolineato e appuntato a matita. Per la precisione, tre quarti di libro sottolineati e appuntati, perchè non l'ha mica finito. Mi colpisce una frase che non capisco, qualcosa sull'utilità di non so che cosa, con a lato a matita: io l'ho sempre detto e mi sono sempre preso del cretino. Già. E pensare che per quel libro Bertinotti gli ha telefonato a casa e lui non c'era. Talvolta la vita è proprio beffarda. In provincia le voci girano e dei tipi di Rifondazione lo hanno avvicinato, ad una di quelle feste di paese che un tempo si chiamavano Festa dell'Unità e adesso si chiamano Festa della Birra o Festa dell'Uva. Lo volevano cooptare, qualunque cosa voglia dire, ma lui no, lui li ha mandati a cagare, perchè lui è un anarchico e non si fa cooptare da nessuno. Così dice. Poi riparte. Tornerà, chissà quando.
Mi stavo chiedendo.
Ma se gli attori dei film pornografici fossero sposati in chiesa.
E avessero rapporti sessuali solo all'interno del sacro vincolo del matrimonio.
E non dicessero le parolacce.
E non facessero sesso anale.
E nemmeno sesso orale.
E non utilizzassero anticoncezionali ad eccezione del metodo Ogino-Knauss.
Io rischierei comunque di diventare cieco?
Non è giusto, la voglio anch'io l'immunità. Sono più alto, più bello e i miei capelli sono miei. Non è un cazzo giusto, ecco. La voglio, la voglio, la voglio. Così posso toccare il culo alle ragazze e nessuno può farmi niente.
Io non ho bisogno di prove, so che le cose stanno così. E poi come si fa a dimostare che Babbo Natale non esiste? Se non esiste, non esiste: l'onere della prova è di chi crede in lui, o al massimo della Befana. Da quando sono stato svezzato tutti mi parlano di questo dio, ma mai nessuno che sia stato capace di portarmi una prova che sia una della sua esistenza. Per intenderci, sto parlando del dio della Bibbia e dei Vangeli, quello tanto buono e misericordioso quanto permaloso ed incazzoso. Quello che ha mandato via a calci in culo Adamo ed Eva per una cazzo di mela; ha mandato giù suo figlio perchè si è accorto che quella mela non gliel'avevano pagata; poi suo figlio è morto senza pagare il conto dell'ultima cena e siamo pari. Quello che ha detto ad Abramo ammazza tuo figlio, no non ammazzarlo, ma sì ammazzalo, ammazzati tu, dolcetto o scherzetto? Quello che ha affogato tutti, liocorni compresi, ha ucciso i primogeniti degli egiziani e ha trasformato la moglie di Lot in una statua di sale solo perchè perchè perchè sì. Quello che se ti metti un preservativo per scopare sei un peccatore, se scopi e non sei sposato sei un peccatore, ma se sei amico di Pinochet non c'è problema. Quello che... ci siamo capiti. Lui. Quello che devi credere senza vedere. Il più grande inganno della storia: credi e basta o vaffanculo. Siamo seri, di prove concrete e convincenti non ce ne sono. Manco mezza. Perchè, uno: la fede non è una prova, la fede è una cosa che si ha perchè ti hanno insegnato che devi averla. Due: se qualcuno mi viene a dire che basta guardarsi intorno, basta sentirlo dentro di sè, il mondo è pieno di segni e di miracoli, la natura è troppo bella per pensare che sia frutto del caso, io chiamo i carabinieri. Tre: no, Elisabetta Canalis non è una prova dell'esistenza di dio, cazzo.
Allora. Queste prove ho deciso di trovarle io, sì, perchè sono matto ed in fondo io i cattolici li amo. Amo tutte queste pecorelle smarrite, perse nella loro inconsapevole ignoranza, e ho deciso di aiutarle. Nel modo più semplice. Se dio è timido o se la tira o lo sa solo lui perchè non si fa vivo, c'è qualcuno che è meno restio a farsi vedere, qualcuno che ogni tanto lo zampino ce lo mette. Esatto. Se esiste uno, esiste anche l'altro, mi pare ovvio. Per dimostare che dio esiste, ho deciso di evocare il Diavolo.
Una parola! Tutte le ho provate. Ho ballato nudo sotto la luna piena, dandomi fuoco. Ho digiunato quaranta giorni nel deserto. Ho recitato davanti allo specchio il Padre Nostro al contrario, appeso al soffitto. Ho urlato seicentosessantasei volte il suo nome (anche se forse erano seicentosessantasette, una più, una meno). Ho sgozzato un petto di pollo surgelato (un gallo vivo mi faceva impressione). Ho messo in vendita la mia anima su ebay. Ho messo una trappola per topi, di quelle che usa Tom per acchiappare Jerry, con il mio sangue al posto del formaggio. Ho appeso un poster di Ratzinger in camera. Sono andato ad un concerto di Nek. Ho bevuto vodka e Redbull. Niente. Niente di niente. Nemmeno una minima puzza di zolfo. Questo Satana è peggio del mostro di Lock Ness, ma col cazzo che mi arrendo. Anche se sono a corto di idee, prima o poi lo scopro come fare. Si accettano suggerimenti. Ci sarà pure un modo per contattarlo, il caro vecchio Demonio. Un indirizzo email, un numero di telefono. Se è occupato, gli lascio un messaggio in segreteria e mi richiama lui, non c'è problema.
Alzi la mano chi sa cosa sia la pratica dei primi venerdì del mese. Nessuno? Lo immaginavo. In buona sostanza, a tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, fanno la comunione al primo venerdì d'ogni mese, è concessa la grazia della perseveranza finale. Che chissà cosa cazzo è, ma per un integralista cattolico dev'essere una cosa molto figa, visto che l'ha deciso Gesù in persona. Se vi interessa, vi racconto. Se non vi interessa, ve lo racconto lo stesso. Siamo nel milleseicento e qualcosa, in Francia. C'è questa suora che va fuori di testa ed inizia a vedere Gesucristo. Che per diciassette anni le parla e le racconta un sacco di cose, tra cui la pratica dei venerdì, appunto, la ricetta dei bignè alla crema ed il finale di Lost. E' sempre la solita storia: succederà questo, succederà quest'altro, fai questo, fai quest'altro. Ma non è che lo dice a tutti, una mail, una telefonata, basta anche un servizio su Studio Aperto. No, chissà come mai solo certe persone hanno il culo di poter parlare con il figlio del boss, o mgari con il boss in persona, e sapere le cose in anticipo. Vabeh, tagliamo corto. La storia finisce con questa tizia che fonda il Sacro Cuore, schiatta e, nel millenovecento e rotti, diventa Santa Margherita Maria. Una santa con i controfiocchi, mica cazzi. Ed è per renderle l'onore che si merita che vorrei citare due interessanti e toccanti passi dei sui scritti.
"Ero di natura così delicata che la più piccola sporcizia mi rivoltava lo stomaco. Gesù mi rimproverò così energicamente per questa mia debolezza che io reagii contro di essa con tanta decisione che un giorno pulii con la mia lingua il pavimento sporco del vomito di una malata. Egli mi fece provare tanta delizia in questa azione che avrei voluto avere l’occasione per farlo tutti i giorni".
"Una volta che avevo dimostrato una certa ritrosia nel servire una malata di dissenteria, Gesù mi rimproverò così severamente che, per riparare, mi riempii la bocca dei suoi escrementi; li avrei ingurgitati se la Regola non avesse proibito di mangiare fuori dei pasti".
E adesso via, via, via, tutti a leccare il vomito e la merda. Cazzo credevate, che fosse facile entrare in paradiso?
La vita, la vita. Cosa ne sapete voi cos'è la vita. Assassinio. Omicidio. Avete i capelli contati e vi attaccate a Gesù. Attaccatevi al cazzo. Il cazzo che avete rotto. Accendere una candela e spegnere il cervello. La croce è uguale per tutti. Medioevo. Questa è la verità. La vostra Verità è concime per le piante. Il silenzio è meglio della Parola.
Il mio invito alla vita: quelle bottigliette d'acqua, ficcatevetele su per il culo. Capirete se siete vivi, voi.
Riassumendo, dice il Vaticano che staccare la spina è eutanasia, l'accanimento terapeutico no. Semplificando, l'eutanasia è di fatto un omicidio e ieri è stata condannata a morte una ragazza in coma. Parole forti. Quante volte l'ho sentita questa: la vita va difesa dal concepimento e fino alla morte naturale. Con ogni mezzo. Dagli antibiotici ad un polmone che respira per te. Dall'aspirina ad un tubo ficcato in gola o su per il culo. Allora vorrei raccontare di come è morto mio nonno. Pieno di problemi fisici, da un tumore al Parkinson, ricoverato nove volte in ospedale, il decimo ricovero non c'è stato mai. Aveva la febbre alta, respirava a fatica, da solo non riusciva a mangiare, non parlava. Tre giorni di agonia, di sofferenza, di tristezza, di angoscia, sue e di tutti noi, lì a morire con lui. E poi la frase: "Lasciatemi andare". Ha rifiutato ulteriori cure, niente ospedale, niente accanimento terapeutico. E' stato lasciato andare, come voleva lui. Qualcuno potrebbe dire che è stata una dolce morte. La verità? A me di questa morte, dolce o no, non me ne fregava poi più di tanto, perchè quel vecchio non era mica mio nonno. Quel vecchio si chiamava Carol Wojtyla. Pausa per riflettere. E' solo una storiella, qui non si vuol dire niente e non si vuol fare la morale a nessuno. Basta che nessuno venga a far la morale a noi. Ci si lasci morire come e quando cazzo pare a noi.
E' vero, non posso affermare con estrema sicurezza che mai nessun elefante sia entrato nel mio bagno. Però nel mio bagno, dopo uno scrupoloso controllo, non ho trovato nessun indizio. Nemmeno il più piccolo, niente di niente che possa farmi anche lontanamente pensare che un elefante possa essere passato di lì. In assenza di tracce, non mi pare insensato dedurre che nel mio cesso non ci sia mai stato nessunissimo cazzo di elefante.
Allo stesso modo, è vero che io non posso affermare con assoluta certezza che dopo la morte non vi sia nulla. Ma è anche vero che non ho il benchè minimo indizio che mi faccia pensare che vi sia qualcosa, qualunque cosa. A meno di non volermi mettere sullo stesso piano di quei pazzi che considerano non indizi ma addirittura prove libri scritti da altri pazzi. E sinceramente non ho la benchè minima intenzione di farlo.
Non affermo che dopo la morte non c'è nulla. Credo che dopo la morte non ci sia nulla. La differenza è sottile ma c'è.
Avete ragione con questi Nomadi, non se ne può proprio più. E' ora di dire basta. Basta, cazzo, basta. Ho sopportato per troppo tempo questa situazione, adesso linea dura, tolleranza zero. Sono d'accordo, perdio, era ora che qualcuno facesse qualcosa. Ma che impronte digitali. Sbattiamoli in galera e buttiamo via la chiave. Brutalizziamoli. Bruciamoli. Sciogliamoli nell'acido. Se non tutti, almeno il cantante. Perchè cazzo, da quando è morto Augusto, Io vagabondo e Dio è morto non si possono proprio sentire.
sputato dal modesto e cortese
Nemecsek | 14:01
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giovedì, 03 luglio 2008
Avrei bisogno di qualcuno che sappia interpretare i sogni. Così, per curiosità, per lo sfizio di sapere cosa pensa il mio cervello quando non sono io a dirgli di pensare. Non di certo per sapere quali numeri giocarmi al lotto. Siamo onesti, sono cose da uomini delle caverne: quelli che si giocano il nonno morto sulla ruota di Canicattì, sono gli stessi uomini delle caverne che leggono l'oroscopo tutti i giorni, si fanno fare i tarocchi, mettono dei sassi sotto il cuscino contro il malocchio e accendono candele in chiesa per avere un aumento di stipendio. O per scacciare satana dalla figlia che va a ballare in discoteca e la dà a tutti. O per far guarire lo zio da quel brutto tumore. O per far venire un brutto tumore a quello stronzo del vicino di casa. O perchè escano quei cazzo di numeri sulla ruota di Canicattì. Non tutti, certo. A volte gli uomini delle caverne che accendono le candele in chiesa fanno il loro compitino, come gli è stato insegnato a scuola, e niente di più. Perdoniamoli, perchè non sanno quel che fanno.
Tornando al sogno. Sono in giro su una moto anni '50, verde, con delle macchine che mi seguono. Passo in mezzo ad un supermercato. Arrivo a Parma, anche se non era a Parma che dovevo andare. C'è una manifestazione per non so che cosa, con tanta gente e tante bandiere. Un mio collega comunista mi dice qualcosa, io gli rispondo con una battuta che mi sembra bellissima ma non ride un cazzo di nessuno. Mi metto a cantare una canzone inesistente, un mix tra Renato Zero e Bonolis e Laurenti: il carrozzone va, controcorrente. La Santanchè mi sente e mi irride senza pietà. Fine.