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Questo blog non rappresenta un beneamato cazzo, in quanto lo dico io. Non può pertanto considerarsi un panino al prosciutto.



mercoledì, 26 aprile 2006
 

Ho conosciuto una persona che da quattro anni - forse cinque, non presto mai molta attenzione quando parlano gli altri - vive senza televisione. Per scelta. Un bel giorno si alza e così come uno la mattina decide di mettersi la canottiera di lana sotto la camicia, lei prende la sua adorata tivu e se ne sbarazza. Basta. Via. Fuori dalle palle.
Il come non è importante: la butta, la regala, la fa a pezzi, ne fa un acquario per i pesci. Non lo so, mi distraggo quando parlano gli altri.
Da allora, astinenza assoluta. Non come uno che smette di fumare ma un tiro ogni tanto lo fa lo stesso. Più come uno che la cirrosi epatica o il fegato a puttane o un po' tutto insieme, nel momento esatto in cui capisce che quella cosa lo sta fottendo per bene, non toccherà più un goccio d'alcol in vita sua, mai più.
Quattro forse cinque anni senza un film. Senza un telegiornale. Senza una fiction. Senza un reality. Senza televendite. Senza pacchi da aprire e messaggi da mandare. Senza Maria De Filippi e i suoi amici. Probabilemente il Grande Fratello e lo chef Tony, quello di Miracle Blade terza serie perfetta, non sa nemmeno chi siano.
Eppure, ci credereste? E' ancora viva e gode di ottima salute.

Almeno credo. Viva, è viva. Per la salute... Ho la testa tra le nuvole, quando parlo con gli altri.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 15:36 | commenti (19)


giovedì, 20 aprile 2006
 

Sai quelle cose del passato che non ci pensi per anni, credevi di averle dimenticate. Anzi, no. Non credevi di averle dimenticate, te le eri dimenticate proprio, perchè se credi di aver dimenticato una cosa vuol dire che quella cosa te la ricordi. Sarebbe un paradosso, se credessi di averla dimenticata.
Quindi: sai quelle cose del passato che non ci pensi per anni, le avevi dimenticate, come non fossero mai successe.

Tra parentesi. Mi chiedo: ma se una cosa non te la ricordi, se la tua memoria l'ha cancellata completamente, è come se quella cosa non fosse mai successa, no? Per te, almeno. Ecco. Mi è venuto in mente adesso, mentre scrivevo di tutt'altro, ma lo so che ci penserò per giorni, da perderci il sonno. Se una cosa non te la ricordi, è successa? Roba da filosofi, questa. Tipo l'albero nella foresta. Quello che quando cade fa o non fa rumore, a seconda dei casi. Sto divagando. Continuerò a rifletterci. Chiusa parentesi.

Dicevo: sai quelle cose bla bla bla le hai dimenticate eccetera eccetera. Finchè un giorno, chissà come, ti torna in mente tutto. Così, per chissà quale motivo o congiunzione astrale, all'improvviso. Quasi come un albero che cade, tanto per rimanere in tema. Un albero che cade quando tu sei lì che lo senti cadere, ovviamente. Altrimenti non sarebbe caduto e tu non ti saresti ricordato proprio un bel niente, forse.
Così, come un albero che cade, ci sono questi ragazzini. Questi ragazzini che si fanno forti l'uno con l'altro, che vanno in giro a testa alta, una testa che ognuno non ha la sua ma sono in comproprietà, che ridono come dei coglioni, a crepapelle, perchè un negro frocio terrone fa morire dal ridere.
E io, come un albero caduto, silenzioso in una foresta deserta, penso che magari esiste davvero un omosessuale di colore con origini meridionali. E mi dispiace.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 13:45 | commenti (12)


martedì, 18 aprile 2006
 

Ho visto un film, venerdì sera. Domenica. Era domenica. Su rai uno, mi pare.
O meglio, ne ho visto un pezzo, perchè poi dovevo uscire. Non che avessi chissà cosa da fare - ultimamente gira così - dovevo per modo di dire, dovevo perchè se non esci il venerdì sera sei un cadavere e iniziano a romperti le palle e farti i versacci.
Niente di che, in pratica c'era solo 'sto tizio che prendeva botte dall'inizio alla fine. Cioè, dall'inizio fino a che non me ne sono uscito di casa. Mazzate. Frustate. Calci e pugni. Cazzo, quante gliene davano quei soldati, a quel povero cristo. Peccato che non si capisse niente, non lo so mica che lingua strana parlassero, forse tedesco. Ma tanto, quando picchi uno, non è che devi fare chissà che panegirico. Beccati questo, brutto figlio di puttana, o qualcosa di simile.
Però c'è da dire che non mi piace piantar lì un film a metà, anche il più schifoso. Mi sento un po' come se abbandonassi il mio cane in autostrada. Non so, non mi pare giusto, come se fosse una mancanza di rispetto verso i personaggi della storia. Che rimangono lì, senza portare a termine quello che avevano inziato a raccontarti, senza più uno scopo, sospesi in una specie di limbo.
Quindi, se qualcuno potesse aiutarmi. Quel poveraccio l'hanno ammazzato o alla fine ce l'ha fatta a scappare e metterlo nel culo a tutti?

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 10:50 | commenti (11)


mercoledì, 12 aprile 2006
 

Certo, ogni regola ha le sue eccezioni, ma.
Le ciccione sono stupide.
Se non fossero stupide, non sarebbero ciccione.
Semplice. Non credete a quelle leggende metropolitane che narrano di metabolismo, di predisposizione, di bulimia, di circolo vizioso bla bla bla le ho provate tutte non ci riesco non è colpa mia di-enne-a sono malata mi aiuti dottore!
Cazzate. Se una è cicciona è perchè è stupida, tutto qui.
Se Wanna Marchi ha fatto tanti soldi con le sue alghe e se il Bogumil ha venduto più del Lipton Ice Tea di Dan Peterson - mh mh - è solo perchè le ciccione sono stupide.
Questo non vuol dire che io sia maschilista o chissà che, non ho mica detto che tutte le donne sono stupide e che tutti gli uomini sono intelligenti. Ci mancherebbe.
E' solo che essere cicciona non ti porta da nessuna parte. Mentre per i ciccioni è diverso, se hai personalità. Se sai ostentare la tua grassezza. Certo, rimani sempre un ciccione, ma puoi farlo con stile. Con nonchalanche. Con il sorriso, quasi, anche se non riesci a vederti l'uccello.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 10:33 | commenti (53)


lunedì, 10 aprile 2006
 

Ascolto Patty Smith, quella canzone che fa oh baby if would me so much o qualcosa del genere.
E intanto penso che la mia brama di estinguere l'umanità non sia attribuile a me ma all'umanità.
Salvo poche eccezioni. Così poche che il valore attribuibile al poco finora conosciuto acquisterebbe un nuovo significato. Così poche che probabilmente l'unica eccezione sarei io.
E' un problema altrui, e non me ne vergogno. Non ho niente per cui dire mi dispiace, adesso. Forse un tempo, adesso no. E non ho bisogno di essere aiutato, o difeso, o nascosto. Se sono fatti miei, sono fatti miei.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:58 | commenti (5)


mercoledì, 05 aprile 2006
 

=SE(A2=A1;CONCATENA(D1;",";B2);B2)

Se non è essere dei geni questo, cazzo.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 14:38 | commenti (16)


lunedì, 03 aprile 2006
 

Mi frugo in tasca, così. L'unico motivo è che non lo faccio mai, tranne quando non trovo qualcosa. Qualcosa che ovviamente non ho in tasca, ma questo lo saprò solo dopo mezz'ora che frugo.
C'era anche un proverbio sulle tasche. Tipo: tasche grandi, cuore piccolo, qualcosa del genere. Ma forse me lo sono inventato io adesso.
Mi frugo in tasca. Lo faccio così, perchè non devo farlo. E quando fai una cosa che di solito fai solo quando devi, non è la stessa cosa. Contorto, però è così.
Frugo, e trovo.
Fazzoletto. Di stoffa, che a me quelli di carta fanno schifo, si corrodono e finisce che ti soffi il naso con le mani.
Monete. Per un valore in lire di millenovecentotrentasei virgola ventisette centesimi.
Portafogli. O portafoglio? Credo dipenda dal contenuto, ma adesso non ho voglia di controllare.
Pacchetti di sigarette. Due, per la precisione. Tutto fumo, niente arrosto.
Chiavi. Eh, magari.
Un bottone. Tanto per attaccarlo, se capita.
Cellulare. Nel senso di telefonino. Non vorrei si pensasse che giro con un furgone in tasca.
Cellulare aziendale. Sempre nel senso di telefonino. Spento, che questa settimana non tocca a me.
Portatile aziendale. Non so perchè me lo sia portato dietro, dato che questa settimana non tocca a me. Quasi nuovo, usato pochissimo, in ottimo stato. Un hard disk tanto così, megahertz a volontà, ram come se piovesse. Astenersi perditempo.
Ombrello. Quando ho l'ombrello, non piove; quando non ho l'ombrello, piove. Sempre meglio avere l'ombrello e non piovere.
Gomme. Non si sa mai che buco.
L'ultimo libro che sto leggendo, di Evangelisti. Che, credetemi, è un bel malloppone. Il libro, non Evangelisti.
Un post, di un noioso che più noioso non si può.
Una bottiglia di Dom Perignon del '53, l'annata preferita di Bond, James Bond.
Il terzo mistero di Fatima.
Una zebra a pois. Me l' ha data tempo fa uno strano maraja.
Denise Pipitone. Ancora viva.
La mia mano.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 12:30 | commenti (6)