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Questo blog non rappresenta un beneamato cazzo, in quanto lo dico io. Non può pertanto considerarsi un panino al prosciutto.



venerdì, 30 settembre 2005
 

[dittico sull'amicizia]

Parte I, di consigli e tonni

Tu? Io lo so, tu vorresti un uomo colto, quando gli uomini colti sono estinti.
Prendi un ignorante e istruiscilo, allora.
L'hai già fatto: si istruiscono e scappano. E tu vorresti qualcuno che insegnasse a te.
Sai pescare?
No, vero? E neanche nuotare.
Bene. Allora cerca un vecchio lupo di mare: ti insegnerà a stare a galla e ti inizierà al magico e affascinante mondo della pesca.
Già, siamo in Valpadana.
Allora un vecchio lupo di lago. O di fiume. Le anse del Po non ti sembreranno più le stesse.
Mi adori, lo so.
Prepara la lenza. Si va a pasturare.
Ma non urlare. Se urli fai scappare non solo i pesci ma anche i pescatori. Lo sanno anche i bambini che un religioso silenzio è fondamentale.
Allora, sei pronta? Pianta baracca e burattini e via. Dalla fonte alla foce, anche di notte se necessario, lì troverai il tuo Sampei.
No, io non vengo.
Certo che no. Io sono rumoroso, odio alzarmi prima dell'alba e farei ingelosire i tuoi pretendenti canna-muniti. E poi, diciamolo, a me la pesca fa proprio cagare.

Parte II, di inerzia e massimi sistemi

Io? Io non so vivere, l'hai detto tu.
Se è successo qualcosa è perchè non sono perfetto. Bello perchè imperfetto, ma pur sempre imperfetto.
Secondo te, dovrei alzarmi, muovermi, fare.
Secondo te, dovrei andare a cercare, aspettare sotto casa, prendere per le spalle e scrollare finchè non mi si dice come cazzo stanno le cose.
Perchè dovrei rimediare? Perchè dovrei evolvermi? Perchè dovrei cambiare il mio modo di essere? Lo sai benissimo che non lo farò.
E quando mi chiedi cosa sono al mondo a fare, non so rispondere.
Io non so vivere: io aspetto.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:14 | commenti (31)


giovedì, 29 settembre 2005
 

L'Ingegnere è un ingegnere, che probabilmente deriva da genio, ma con il genio non ha niente a che fare. E dato che lo conosco dalla terza media credo di poterlo dire con cognizione di causa. Che sia un ingegnere non c'entra un cazzo ma mi piaceva farlo presente, tanto per ricordarmi che di amici - o presunti tali - ingegneri ne ho quattro, quasi cinque, e benchè siano miei amici sono contento di non essere come loro. Che il sabato mangiano il gelato e vagano per i centri commerciali, la domenica vanno al fiume come i vecchi, all'ombra di un cipresso con il cocomero a mollo così resta fresco e in vacanza si fanno il cammino della madonna con una tenda sulle spalle e il sole cocente sulla testa. Sono esuberanti, loro. Che poi sono miei amici, quindi qualche lato positivo ce l'avranno pure, ma decisamente sono contento di non essere come loro.
Il lato peggiore dell'Ingegnere è la sua ragazza. O meglio, non la ragazza in sè, povera crista, ma le conseguenze, la risultanza di questa dissennata congiunzione tra uomo e donna. Pensate alla maionese: inizi a sbattere e pensi solo a sbattere, ma più sbatti, più devi stare attento, chè è facile fottersi senza neanche rendersene conto, e poi è troppo tardi: o impazzisci o irrancidisci.
Nel loro caso, qualcosa dev'essere andato storto.
Segue conversazione telefonica probatoria.

Ing: Sei in ufficio?
Nem: Ma va', son già quasi a casa.
Ing: Beato te, io resto a Milano fino a stasera alle diecemmezza.
Nem: Perchè?
Ing: Devo aspettare la ragazza per portarla a casa.
Nem: Anche oggi?
Ing: Sì.
Nem: Ma non può tornarsene da sola? E' mongola?
Ing: Oh! Lo sai che lei... da sola... a quell'ora...
Nem: Scusa, a che ora finisci di lavorare?
Ing: Alle cinquemmezza, come sempre.
Nem: E poi?
Ing: Sto in ufficio, giro in internet, scarico un po' di mp3, faccio un po' di cose.
Nem: Ah.
Ing: Verso le otto vado a cena.
Nem: Da solo come un cane...
Ing: E si fanno già le nove.
Nem: E dalle nove alle dieci e mezza? Te ne stai in macchina come un pirla?
Ing: Eh.
Nem: Che due coglioni.
Ing: Mica mi pesa.
Nem: Cazzo, tu stai male.
Ing: Dai. E' divertente!

E' divertente... Decisamente, sono contento di non essere come loro. Come nessuno.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:47 | commenti (30)


martedì, 27 settembre 2005
 

[bienvenues]

La sai la differenza tra me, te e una puttana?
Io, sono così, come nessuno mi vede, confusamente imperfetto, incoerentemente stupito.
Tu, sei come sei, come io di sicuro non so, immagino quel che non vedo, vedo quel che non c'è.
...
E la puttana?
Ah già, la puttana.
La puttana, sei tu.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 12:29 | commenti (31)


sabato, 24 settembre 2005
 

Sarà che a me la discoteca è sempre stata sul cazzo. Sarà che chissà quanto tempo è che non ci andavo in discoteca, e in tutto questo tempo sono diventato vecchio. E' che a me la discoteca sta proprio sul cazzo. Soprattutto  quando ti ci ritrovi e non sai perchè, o lo sai ma fai finta di niente e ridi, sai solo che hai voglia o di andartene via o di spaccare tutto. Perchè non è possibile che solo perchè una ragazza:
1) è in discoteca;
2) ha una minigonna e il rossetto fluorescente;
abbia il diritto di credersi la più figa del mondo. E non intendo una ragazza che non è la più figa del mondo ma che è comunque figa. Intendo una ragazza - una qualunque presa a caso tra una moltidudine di discotecare fottute in minigonna e rossetto fluorescente - che chiunque di noi non si scoperebbe a pecora nemmeno sotto minaccia di morte.
Con questo, non voglio dire che ho preso un due di picche.
Io so benissimo quando è il momento e quando non lo è - chiamiamolo sesto senso - e quindi di due di picche non ne prendo.
Con questo voglio dire che mi viene da vomitare. E non perchè ho bevuto come un siberiano.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 04:20 | commenti (29)


venerdì, 23 settembre 2005
 

[Questa storia è accaduta tra un anno]

C'è un ragazzo, o un uomo, che cammina, cammina da sempre e non sa che in cielo c'è il sole.
Guarda per terra, come per ricordarsi la terra che sta per calpestare, la terra che lascerà alle sue spalle e non rivedrà mai più.
Sta pensando che neanche un mago può estrarre un elefante dal suo cilindro, chissà come mai, però forse chiunque, se solo lo vuole, con un po' di fortuna, può infilare la mano nel cappello e, hop, stupore, il coniglio appare.
Poi, come chi, nel momento esatto in cui si dimentica che stava cercando di ricordarsi qualcosa, una di quelle cose sulla punta della lingua, si ricorda, in quel momento esatto, che sarebbe potuto benissimo essere un altro, il ragazzo, o l'uomo, si ferma.
E inizia a correre.

Fine.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:07 | commenti (14)


mercoledì, 21 settembre 2005
 

Ci ho pensato su un bel po', poi mi son detto: ma che caz... ma che cosa me ne frega a me di tutte 'ste minchiate sulla privacy e cazzilli vari? Cioè, se uno mi scrive, sarò pur libero di farci quello che voglio, no?

ciao sono giuseppe di napoli.
vivo attualmente a bologna, dove lavoro da 16 anni.
ho 40 anni, anche se sembro una versione aggiornata di peterpan.
sono gay, con un passato da etero.
vivo con una ragazza che sembra molto più maschia di me, nel senso che io so gestire bene le faccende della casa, mentre lei non riesce a vedersi nel ruolo di quella che sa utilizzare la scopa nella maniera giusta.
ho letto qualcosa di quello che scrivi e a furia di leggere parole come cazzo e culo, ho iniziato ad eccitarmi.
poi guardando delle tue foto, ho deciso di scriverti una e-mail, così per curiosità e perchè un pò divertito.
insomma non so nemmeno la ragione vera di questa mia e-mail.
un ultimo dettaglio, sono abbastanza timido, e rivelarti che sono gay, mi è sembrato stare un pò al gioco delle parole utilizzate in questo contesto.
cosa vorrà dire tutto questo? Io non lo so!, trova tu una risposta.
Un abbraccio, un napoletano a bologna in tuta da sporto, con un cazzo semisveglio!:))))

Ecco, sì, mi sa che è molto meglio se lo tolgo il mio indirizzo email, in questo contesto.
Ah.
Che sciocco.
La risposta.
La risposta l'ho trovata: caro Peter Pan in tuta da sporto, il pesce non mi piace.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 14:44 | commenti (26)


lunedì, 19 settembre 2005
 

C'ho quasi perso il sonno, perchè io su 'ste cose mi fisso.
Tipo, mettiamo una notte d'estate o di primavera. Dopo una di quelle sere in cui hai girato come una trottola, che ti ritrovi alle tre di notte passate, i soliti tre o quattro, a fumare una sigaretta dietro l'altra appoggiati alla macchina, sparando una stronzata via l'altra, saltando senza un nesso logico dalla Juve a dio, da Omero e l'Iliade alla prima scopata. Mettiamo anche che una sera di queste qua, il discorso viri - non è importante come - verso il regno animale, e più precisamente a un cazzo di animale il cui nome inizi con la lettera E.
Ad elefante ed ermellino ci arrivano tutti. Anche emù prima o poi viene fuori. E ci si stupisce come mai non si sia pensato subito all'elefante marino. Ma poi? Poi qualcuno, con molta coerenza, se ne esce con: "Lo sapete che han fatto il film sui Fantastici Quattro?" e si finisce la serata dissertando sul fatto che in realtà l'Uomo Ragno non sparasse le ragnatele dai polsi ma si fosse costruito degli aggeggi apposta.
Però mi chiedo: sono io l'unica persona normale - e sottolineo normale - che arriva a casa dopo le cinque di mattina con in testa un solo ricorrente pensiero: "E... E... E..." e si passa in rassegna parola per parola il dizionaro enciclopedico DeAgostini dalla E a Eziotropico alla ricerca di fantomatiche bestie dagli impronunciabili nomi?
Ai posteri l'ardua sentenza, più che altro perchè non volevo parlare di questo.
Che mi piaccia Pennac lo sanno tutti, o per lo meno lo sanno tutti in questo ufficio, cioè io e il mio amico cactus, che ora che ci penso sarà da luglio che non mi ricordo mai di dargli da bere, tanto è un cactus: mi sa che ce la fa lo stesso a non crepare.
Sono tre settimane che ho finito Signori bambini, del sopracitato Pennac e penso e ripenso e medito e rifletto e pondero, perchè un senso deve - deve! - esserci, ma non mi ci raccapezzo.
Sì, insomma, cosa cazzo vuol dire 'sta frase:
"Cos'è questa storia di una nonna in affitto, la cui bambina diventa sorella di sua figlia, la quale, di conseguenza, diventa madre della propria madre?"

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:57 | commenti (18)


venerdì, 16 settembre 2005
 

Questo è un post su commissione, ok?
Nel senso che io ho detto a lei: "Fammi un post" e lei mi ha fatto un post. Perchè è un dialogo [anzi, tre] e io i dialoghi non me li ricordo mai. Verba volant: ascolto quello che mi viene detto, ascolto quello che dico e neanche un minuto dopo, il vuoto, come se non mi fosse stato detto niente e non avessi detto niente. E' per questo che parlo poco.
Quindi, ecco il dialogo su commissione. Così attendibilmente rispondente a verità che ci metterei la mano sul fuoco, se solo mi ricordassi 'sti famosi verba volati chissà dove.

Parte I; Lombardia, nei pressi del solito San Paolo.

Erbasalvia, cercando di far notare le proprie scarpe nuove: Shrek l'altro giorno ha detto alla Ro' che eri stravagante quando siamo andati ai Magazzini.
Nemecsek, facendo giocoleria: Cioè?
Erbasalvia: Ha detto "Eh, alla fine aveva una giacca CON LE FRANGE"
Nemecsek, facendo cadere le palle: Cooosa?!? E tu che hai fatto?
Erbasalvia, perplessa: Edo ed io ci siamo guardati e abbiamo riso.
Nemecsek, voce gracchiante: Io NON HO una giacca con le frange! Quella sera avevo questa!
[brandendo una giacca scamosciata color nocciola]
Erbasalvia, solenne: Lo so.
Nemecsek, agitando la giacca: Quindi tu hai gli detto che io NON AVEVO una giacca con le frange!
Erbasalvia, sorridente: No, non gliel'ho detto.
Nemecsek, adirato: E perché?!?

Parte II; Lombardia, camminando tra le piante.

Nemecsek, nervoso: Allora non farti più vedere.
Erbasalvia, ridendo: Non siamo più amici?
Nemecsek, nervoso: Tu non sei mia amica, tu vuoi che tutti pensino che sono un cretino.
Erbasalvia, ridendo: Ma no!
Nemecsek, irritato: Ah no? Solo un cretino si metterebbe una giacca con le frange.
Erbasalvia: Eh...
Nemecsek, strillando e additando: Ho capito! Tu sei gelosa e vuoi che io sia amico solo tuo e quindi metti in giro voci terribili sul mio conto così tutti mi disprezzano e resti solo tu.
Erbasalvia, terrorizzata: Mi hai beccato!

Parte III; Lombardia, pizzeria da Giulio.

Nemecsek, scocciato: Alla fine non capisco perché sul Flikr hai dovuto giustificarmi.
Erbasalvia, affannata: Perché mi dava fastidio che pensassero che tu vai a pisciare sulle tombe.
Nemecsek, urlando stizzito: MA CHE PENSINO CHE VADO IN GIRO CON UNA GIACCA CON LE FRANGE NO, VERO?!?

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:27 | commenti (31)


giovedì, 15 settembre 2005
 

Va bene, lo ammetto. Il patetico individuo che passa le sue tristi giornate confidandosi con Google ricorrendo a toccanti locuzioni come "ho paura della figa", non sono altro che io. Se non ci credete, ve lo posso giurare. E se ancora nutrite dei dubbi siete degli sciocchi, perchè le mie dita incrociate sotto la scivania non le potete vedere.
Quindi mi vedo costretto, mio malgrado, a rivolgermi alle mie lettrici più affezionate. Anzi. Affezionate o meno, mi rivolgo a qualunque essere senziente munito della suddetta parte anatomica.
Confido nel vostro buon cuore e nel vostro spirito da buone samaritane, sperando che mi veniate in soccorso. Sono convinto che una terapia d'urto non possa farmi altro che bene.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 12:05 | commenti (12)


mercoledì, 14 settembre 2005
 

Per la serie che uno - non so chi, uno a caso, uno che magari nemmeno esiste, me lo sono sognato io - si aspetta che dopo tutto 'sto tempo lontano dal blog io abbia chissà cosa da raccontare o me ne esca fuori con chissà quali mirabolanti fantasticherie.
Per la serie che uno - lo stesso uno di cui sopra - non sa quanto si sbagli ma lo saprebbe se avesse letto il post qui sotto.
Per la serie, quindi, che quando uno - in questo caso io - non sa proprio cosa cazzo scrivere ma sente - per un motivo o per l'altro - che qualcosa deve scrivere lo stesso, ecco che le chiavi di ricerca (di agosto) vengon sempre buone.

::: come inculare una ragazza
Facile. Basta usare la semplice ma collaudata frase: "Ops... ho sbagliato mira"

::: cazzo prosciutto
Sono due etti e mezzo... Che faccio, lascio?

::: cerco cazzo lungo questo è il mio numero 338 sono una ragazza
338 e poi? E poi?!?

::: dove possiamo andare oggi 15 agosto?
Mah. Oggi 14 settembre potreste allegramente andarvene a fare in culo, tanto per fare qualcosa di diverso.

::: è pericoloso farsi inculare?
Pericolosissimo. Rischi di romperti qualcosa...

::: foto porno con cacca addosso
Quando si dice una scopata di merda.

::: perche non si mette il formaggio sul pesce
Perchè il pesce è d'aprile.
(Terribile. Questa ci vuole un po'...)

::: perchè il caffè viene?
Perchè la barista è bona.

::: nudisti nudi
Io invece sarei curioso di vedere un nudista vestito, ecco.

::: rumore del cazzo nella figa
Splich splach

::: significato proverbio una mela al giorno
Vuol dire trenta mele a novembre, con april, giugno e settembre.

::: hai mai scopato sotto coca
No. Ma una volta una ragazza mi ha fatto un pompino mentre bevevo un chinotto.

::: voglio farmi un giro con il tuo cazzo
Ma poi me lo riporti?

Scherzi a parte, io questa gente la amo. La amo davvero. Li amo tutti, ma soprattuto lui:

::: ho paura della figa

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 14:24 | commenti (21)


lunedì, 12 settembre 2005
 

[oh-oh-oh rock n' roll robot]

In questi diciannove giorni buttati via avrei voluto fare questo, quello e quest'altro ma non ho fatto nè questo, nè quello, figuriamoci quest'altro.
Detto questo, serve una motivazione.
Non ho fatto nè questo nè eccetera per... per... le prime parole che mi vengono in mente sono apatia, catatonia, lobotomizzazione e ameba.
A dire il vero anche frangiflutti, seppur fuori contesto.
Ma diciamo per mancanza di tempo. Ecco, sì, non ho avuto tempo per fare nè questo, nè quello, nè tantomeno quest'altro, così mi risparmio i soliti pietosi compatimenti e/o incoraggiamenti di rito. Che a me la gente "dai su passerà" proprio mi sta qua, gli fracasserei il cranio contro il marcipaiede. Dai su, fottetevi. Da soli o con qualcun altro, ma fottetevi.
Non ho bisogno di essere accarezzato e lisciato come una rognosissima palla di pelo di merda.
Ho bisogno di essere spinto, di essere scosso, di essere bastonato, di essere elettroshockato, qualunque cosa significhi. Una cosa del genere, ci siamo capiti.
E comunque, non diciamo cazzate.
La voglia di fare questo, quello e quest'altro non ce l'avevo.
Ho pensato che avrei potuto impiegare il mio tempo a fare questo, quello o quest'altro, punto, morta lì.
Quindi, non ho fatto un cazzo.
E mi sono rotto il cazzo, a farlo.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 12:56 | commenti (34)