Questo blog non rappresenta un beneamato cazzo, in quanto lo dico io. Non può pertanto considerarsi un panino al prosciutto.
giovedì, 28 luglio 2005
Io ho paura.
Ho paura - una paura fottuta - di quello che non conosco, di quello che non capisco, di quello che è diverso da me.
Una paura mista ad ansia, angoscia, stranimento, disagio.
Ci sono cose che mi atterriscono, mi spaventano, mi fanno odiare e mi fanno disprezzare.
"Aaah, ecco un altro che parla di bombe ed attentati".
No, di bombe e attentati me ne sbatto il cazzo. L'indifferenza è la mia risposta spontanea, naturale. Perchè l'unica possibilità di sentirmi partecipe e prendere idealmente per mano tutti gli altri in questa stupida catena umana è quella di saltare in aria io stesso. Ma a questo punto sarebbe irrimediabilmente tardi, tra le fiamme dell'inferno o su una nuvoletta uno non si sollazza con simili banalità. E reincarnato in un maiale darei priorità al mio appetitoso trogolo, non all'esplosione che mi ha permesso di sublimare il mio karma.
"E se tocca a qualcuno a cui tieni?"
"E se sopravvivevi cosa facevi?"
Se fossi sopravvissuto, avrei fatto.
Sono queste le contestazioni che mi aspettano, ottusi se di chi non sa vedere oltre al proprio naso.
I se non mi interessano, i se non esistono, io ho paura dei cazzi miei e sono cazzi miei.
Ho paura dei coglioni, ho paura degli ipocriti, ho paura di chi scarica le suonerie per il cellulare, ho paura di chi sa a memoria le battute dei film, ho paura di chi si mette le infradito e quel colore, ho paura di chi sa le poesie a memoria, ho paura di chi vive alla moda, ho paura di chi la moda non sa cosa sia, ho paura di chi manda gli sms a the club, ho paura di chi scrive con le k, ho paura di chi parla mezzo italiano e mezzo inglese, ho paura di chi prende il sole per più di mezz'ora, ho paura di chi va al ristorante da solo, ho paura di chi si fa l'account pro, ho paura di chi guarda il festivalbar, ho paura di chi va in chiesa la domenica, ho paura di chi va al funerale dei vip, ho paura di chi lava la macchina una volta alla settimana, ho paura di chi ha la casa al mare, ho paura di chi fa i provini al grande fratello, ho paura dei vegetariani, ho paura di chi vota ai sondaggi in televisione, ho paura di chi mette il formaggio sul pesce, ho paura di chi ha il poster del suo mito in camera, ho paura di chi mette il cappottino ai cani e di chi li abbandona in autostrada, ho paura delle ciccione, ho paura di quelle che credono a Wanna Marchi, ho paura di quelli che telefonano per farsi dare i numeri del lotto, ho paura di chi va allo stadio tutte le domeniche, ho paura di chi tradisce, ho paura di chi va a caccia di autografi, ho paura di chi mette sempre la cintura di sicurezza, ho paura di chi piange morti non suoi, ho paura di chi dà troppa confidenza, ho paura di chi chiama tutti i giorni, ho paura di chi non si fa sentire, ho paura di essere al centro dell'attenzione e al tempo stesso di non esserlo, ho paura di sembrare debole, ho paura di sembrare quello che non sono, ho paura di chi parla troppo, ho paura di chi ti tocca quando parla, ho paura di chi ti guarda fisso negli occhi, ho paura del contatto fisico, ho paura di chi vuole sempre esserci, ho paura di chi vive per una cosa soltanto, qualunque essa sia.
Ho paura di non essere cercato, ho paura di essere voluto, ho paura di farmi prendere, ho paura di essere abbandonato, ho paura di quello che non conosco, ho paura di chi non mi conosce.
Io ho paura...
E per questo odio.
Non ho voglia di scrivere, tanto più o meno tutto quello che è successo è già stato scritto qui. Quindi, come preannunciato alla diretta interessata, copio, incollo, taglio e preciso [in bianco].
*DISCLAIMER: nem dice di non fare il post lungo. quindi faccio il post lungo ma a particelle pronominali*
questa è la storia di firenze, erbasalvia e lalterego.
* incontro in stazione #1
perché nem indossa un cappello da baseball? [Perchè sono cazzi miei] resta un mistero. cmq appena ci troviamo in stazione, inizia a imprecare. io non rispondo neanche, sono troppo presa a ridere come una matta: ha con sé un enorme trolley zeppo di roba [questo]. ha dentro due paia di jeans, un paio di pantaloni, i pantaloni per la notte, la maglietta della notte. due paia di mutande [Veramente erano quattro paia di boxer, più altre magliette e due camicie], l'ombrello, calze, un paio di scarpe, uno di ciabatte, IL COSTIME DA BAGNO (a firenzeeee??) - [Metti che mi veniva voglia d'andare in piscina...]
"così se mi serve qualcosa ce l'ho", dice angelico. [Esattamente, sono angosciato dall'idea di poter aver bisogno di qualcosa che non ho portato]
* that's love #1
perché io ho la nominite e quindi lui mi spintona prendendomi per le spalle o mi dà i pugni in testa. ma io ho la nominite. è un'ossessione, vedete. [Sì. E m'hai fatto due palle così, stanotte ho avuto gli incubi]
* incontro in stazione #2
compra gazzetta e parole crociate. no, solo parole crociate [La gazzetta era finita, dannati figli di puttana].è bravo. io gli faccio moine per un'ora per avere le parole crociate. che odio. ma così, giusto per averle. mi fa fare quelle dei dementi. non completo lo schema. [ahahah!]
* parole crociate
io: ma è da veeeecchi fare le parole crociate!
lui: certo, ma io c'ho vinto questo portafogli in vera pelle e uno stereo. che non sono cose da vecchi.
* albergo #1
l'albergo è strafigo.
lalterego mi noierà tutto il tempo chiedendo: ma perché hai trovato a 80 euro [lui non dice iuri, dice EURO] [E ne vado fiero] un albergo che è da 206? [Non mi quadra tuttora questa cosa]
per inciso. 206 è anche il numero della stanza.
* sms #1, marcellazza's
[Questa parte via. preciso soltanto che quore con la q nell'sms era voluto]
*convivenza #1 nem che si preoccupa per me e mi incalza di coccole. [Ah sì? Io proprio non ricordo]
* convivenza #2 nem incazzato che mi tira in testa il vangelo secondo luca. uh, che buona novella. [Ma se ti ho mancata!]
* convivenza #3 nem che mi tira in testa la carta igienica. [Presa!]
* convivenza #5
io che picchio nem in testa con un libro. ma forte! [Forte sì, puttana eva]
* convivenza #6
io che prendo nem a cuscinate. nem a letto. che urla "lo sai che me la pagherai, vero??!"
[...mi ammazza...] [Sì, ti ammazzerò. E sarà una cosa lenta e dolorosa]
* conversazione #1
"uhhhh"
"che versi orgasmici fai? sembra che immagini lulù che te lo succhia in punta"
"lu- luuuu..."
"??"
"io e lulù in una spiaggia di nudisti"
"...e lei guarda i cazzi degli altri..."
"no, guarda il mio perché siamo solo io e lei".
"allora non è una spiaggia di nudisti, siete tu e lei nudi su una spiaggia".
"sì, ma è una spiaggia di nudisti".
* convivenza #7
la mattina nem si svegla e si mette supino nel letto.
canta l'inno del corpo sciolto.
e scuote l'alluce.
credevo di aver visto tutto, nella vita. [E allora?!?]
* animali #1 nem guarda i piccioni e fa loro "e-eh-e-eh"
poi li imita spingendo avanti la testa.
poi fa il tifo per i passeri. [I piccioni sono mongoli]
* albergo #4 nem ha preso le zuccate contro la cipolla della doccia. è troppo alto, lo sapevo. io sms con lulù mentre lui urlava "ahia!!!" e io sadicamente godevo. ['Fanculo]
* pr de sto cazzo #1 cristina è una pazza.
dopo averci scoglionato tre quarti di minchia [solo tre quarti?], che voleva conoscerlo, è al mare.
e fa pure la scocciata perché non ha avuto il preavviso
[abbiamo deciso giovedì sera di andare a firenze, ma non devo giustificarmi].
quando nem chiede "dove possiamo andare a mangiare spendendo poco"
lei telefona e dice "mcdonald's"
STAI MALE, ti direbbe un milanese. [Sta male, sì che sta male]
* florentia #3
davanti la stazione di notte c'è una puttana tossica bionda di quasi cinquant'anni. [Secondo me aspettava l'autobus]
* inglisc, òllstar end lov nem che parla inglese "bbrrrv ohf7rxrh-b look what is tower yrol-à".
io che sento la malinconia dell'irlanda.
io innamorata del tipo accanto a me al bancone.
rosso e italiano. nem manco lo vede. [Nem guarda le fighe, se permetti]
io innamorata del tipo che passa avanti e indietro, nonostante le all star.
[non passa nonostante le allstar, lo amo nonostante esse]
[nem e io contro le allstar. nem "le OSTENTANO!"]
[nel corso della conversazione sulle allstar sono stati nominati la rotolo, il boss e la pimpa]. nem che dice "ma è un cesso!"
io "ma ha i basettoni i ricci e il naso a becco!" nem mi picchia. nem che dice "shit speakers" -> la cicciona accanto a noi è un'oratrice di merda. nem si scoperebbe la cicciona suddetta. [L'amica delle cicciona] nem: "no, thank you, i've smess" [trovato sull'agendina] [Vuol dire "no, grazie, ho smesso", lo dico sempre ai maledetti venditori di rose rompicazzo]
* sms #2 e comunicazione
sì, pimpa, sei TROPPO INTELLIGENTE! ma io NON SONO cogliona!
l'ho scritto io sms sul culo!!!
non lui! [Chi cazzo si ricorda]
* frasi di emergenza
prepariamo le frasi di emergenza.
la sua è "ti fanno ancora male le emorroidi?"
è sempre così premuroso.
* anoressia e ossessione
mangio in 2 frangenti diversi yoghurt e macedonia,1 fiorentina con patate, 4 bruschette, 1 cheesecake con il cioccolato, 4 fettunta, 1 tagliata + patatine con parmigiano e rucola da 700 gr che il proprietario dell'osteria [il nome, nem?]
[Osteria Vasari. C'ho fatto il cenone due capodanni di fila. In Via De'Bardi, dove suonavano i Litfiba, "ba" di Litfiba sta per Bardi, appunto]
mi ha fatto i complimenti.
* massime #1
"mi tolgono il vangelo e non ho più argomenti".
[Rivoglio il mio vangelo, cazzo]
"massime #2
"stava perendo".
oddio, lo so, è una cagata, ma io ho riso per tre quarti d'ora per 'sta cosa. [L'ho detto io, non è una cagata]
* massime #3
"era nel mentre di perire". [Sempre io]
[dio, nem, sei un fottuto genio!]
* florentia #3
porto nem al centro del mondo. [Palazzo Pitti. Palazzo Pitti è il centro del mondo]
gli piace così tanto che non vuole andare al propoli e fantastichiamo su cristina che si getta dall'ultimo piano di un palazzo, inciampando.
* conversazione #2 nem "bla bla"
io "bla ..." nem "bla bla blablabla"
io "sei preponente!"
...in effetti, è preponentissimo.
* sms #4
io "la mia carrozza è tutta vuota" nem "anche la mia. vieni qua che ho il valigione"
dopo un paio di min sono ancora nella mia carrozza. nem "oh!!"
* massime #4
"mi sono incredibilizzato stasera". [Mia anche questa]
* geekette
cara geekette, messaggio in codice per te.
in via de' ginori.
su un avviso di condivisione di una stanza.
ho scritto in fretta.
per te. [Io non c'entro, è avvenuto tutto a mia insaputa]
* "non sei normale" #1
ho un nuovo pooh dei distributori automatici.
il gattone sostituito dal cagnetto. nem alla fine vuole la zebra.
"ok, la zebra è in questo distributore. te la compro. incrocia le dita"
lui non incrocia.
scende la palla. nem urla e la scalcia.
"che c'è?"
"è una fottuta rana!"
"che ci vuoi fare?"
"cretina! guarda il foglietto! in questo distributore non c'è la zebra!"
srotolo il foglieto ed indico la zebra. nem -ferito- si allontana.
io resto inchiodata.
"dai, muoviti!"
"chiedi scusa!"
si allontana.
"nem! ho io i biglietti del treno!"
si stoppa.-
piano: "scusa"
"non ho sentito!"
"scusa!"
"che sentano tutti!!"
"SCUSA!"
* non sei normale #3
"fotografa quel tizio lì!"
io fotografo, poi mi giro e dico a nem: "me lo fai fare perché sai che sono idiota?" [Eh]
* non sei normale #4
"quella è la maglietta jesus is my homeboy"
"la voglio fotografare!"
..
"mh.. senti, vai tu?"
* non sei normale #4
la guida turistica crucca con la paletta su cui troneggiava un grande 4 credo abbia rapito il cuore .. ops! .. il quore a nem.. me l'ha fatta fotografare, ovviamente.
* pr de sto cazzo #2 cristina non si presenta ché si è alzata tardi.
non ci cambia, anzi probabilmente è meglio.
ma la verità è: non rompere più [il cazzo] con 'sta storia che mi volevi conoscere.
cristina, fumo senz'arrosto.
giàgiàgià. [giàgiàgià]
* torre di giotto. gliela regalerà.
lui non è diGiotto, ma un po' di più.
lei trasecola. [Questo]
* evangelo #2
ma se il sale perde il suo sapore?
ma il pane che si ingrossa quando lievita?
ma di sabato tirereste fuori un bue o un figlio da un pozzo?
il figlio dell'uomo è padrone del sabato.
quindi, inginocchiati.
...ho creato un predicatore. [Cazzo, non è così! Hai cannato tutte le citazioni, non recita così il Vangelo secondo Luca!]
* amici folli e vaga offesa
chi cazzo è l'amico di nem che gli telefona di continuo? [Il Toro]
ha chiesto "ma la matita è tua?"
ha chiesto "ma dove sei?"
ha chiesto "ma domani ci sei?"
ha chiesto "usciamo con quelle tre tipe là?" [Tra parentesi sabato, senza di me, li hanno paccati, uaz]
mentre jesus non troppo in sottofondo borbottava. [Jesus borbotta sempre. E' macchinoso]
e io dico, solo la mamma di nem chiede di me? [Anche il Toro ha chiesto di te, ma ti chiamava Lorenza]
* librerie nem "non vorrei dire, ma le librerie ci sono anche da noi".
ah, il piacere di un libro che viene da un viaggio! [Io continuo a pensare che sia da stupidi]
* violenza
tiro fuori una cartolina e gliela mostro, sorridente e orgogliosa.
lui l'afferra e la strappa. [Questa]
"ma era per teeee!"
"mh. uh. mh.. credevo.. uh.. me la puoi dare anche così, ti va?"
[Cazzo ne sapevo che era per me? Sei in giro con me e mandi una cartolina a me? Ma ti pare normale?]
[Ah. Poi alla grigliata ci sono andato, tiè]
Scrivo e cancello.
Caratteri compaiono, uno dopo l'altro. Caratteri svaniscono, l'altro dopo l'uno. Svogliatamente senza nesso.
Del tipo che la barra di avvio veloce di windows è decisamente una figata.
Cose così, che odio i blog con mille e più popup del cazzo, plin plin plin, chiudi chiudi chiudi, ti fottono il computer e il cervello.
Che odio i blog che il tasto destro no no no, non si fa, chissà cos'avrà mai di così pericoloso 'sto tasto destro.
E che odio i blog con la musica che suona da sola, anche se la musica che suona da sola ce l'ho pure io e prima o poi bloccherò il tasto destro, così, per rompere i coglioni.
Poi, che è un'assurdita sostenere che il bagnoshiuma al cocco sia da finocchi, non sta nè in cielo nè in terra.
Che se penso di pensare non penso a niente e che sono quello che sono perchè nessuno lo è al posto mio.
Scrivo e cancello.
Una volta, due volte, svogliatamente senza nesso.
Con un senso che non scrivo ma leggo, il senso di qualcosa che non so, di un qualcosa che non voglio leggere.
Cancello.
Da: Ringhio A: Nemecsek Cc: Testagrossa Oggetto: I: Resource Request
Nem, ne parliamo al mio rientro per il momento fasati con Testagrossa per il corso.
-----Messaggio originale----- Da: Otto Yogurt A: Ringhio Oggetto: Resource Request
I'm writing to you because Emea Human Resource told us that in M&R Group you have an available person. EMEA authorized us to request that person in our group Tools&Farts here in Rüsselsheim Germany. He needs to begin his job here since November 2nd. We know that person needs to learn German , so he can attend our 4 weeks intensive course in Marktgölitz nearby Saalfeld, on September 5th. For any questions, contact Miss Olga Röttinculen.
Best regards
Yogurt Otto
La prima cosa è che Ringhio [il capo del mio capo, un capo al quadrato] è in ferie e io mi domando: ma quanto cazzo sei da disprezzare che leggi e scrivi mail di lavoro in ferie? Non hai un cazzo di meglio da fare? No, probabilmente no. E' questo il destino di chi comanda.
Poi, viene il resto.
Ed è da ieri che mi rigiro e penso: cosa cazzo volete da me?
Otto, Ringhio, Testagrossa, la signorina Rottinculen, che sembrano usciti da una storia da baita di montagna, che mi girano intorno per fare scena, per rendere più interessante una trama che non c'è.
Anche in treno lo pensavo, poco fa, con la musica nelle orecchie. Lost in Hollywood.
Mi rigiravo e pensavo, mentre in sottofondo qualcuno starnazzava. Oca: L'ho visto prima io. Gallina: No! Non vale. Oca: Sì, invece. Gallina: Ma io ho più fame.
Alzo il volume. Oca: ... Gallina: ...
Non vi sento. Non vi voglio. Non esistete. Sono stufo di oche e galline.
Sono stufo. Sono stufo di niente. Sono stufo di tutto.
Magari non si sta poi così male in una storia da baita di montagna, dovunque sia.
Non lo faccio perchè è una settimana che non dormo.
Non lo faccio perchè, per la precisione, dormire dormo ma mi sveglio come se anzichè dormire non avessi dormito, sa il cazzo com'è.
Non lo faccio perchè ho due occhiaie da far paura a zio Fester e un mal di testa da far invidia a sua maestà Luigi XVI.
Non lo faccio perchè ci scommetto le balle che quella di Luigi XVI non l'ha capita nessuno.
Non lo faccio perchè sono stressato, nervoso e facilmente irritabile, in tutta onestà diciamo pure alquanto irritato.
Non lo faccio perchè quando sono irritato sono cattivo.
Semplicemente, lo faccio perchè in questo blog detengo il potere e quindi posso farlo.
Semplicemente, posso farlo e lo faccio: uno a caso tra i prossimi cinque commentatori verrà bannato a vita.
Amen.
[Aggiornamento]
Così è deciso: [1] [2] [3] [4]
Signore e signori, fate ciao ciao con la manina a Crazyheart.
Mi è stata narrata una storia singolare.
In Giappone le poche geishe sopravvissute alla bomba atomica e al tamagotchi concedono un servizio che si può definire quantomeno bizzarro.
Su richiesta, queste minute e graziose donnine per cinque giorni si mangiano una pappetta speciale [talmente speciale che la ricetta è più segreta di quella della cocacola] a base d'incenso, solo quella e nient'altro.
Dopo che il loro stomaco s'è riempito fino a scoppiare di questa robaccia si accovacciano su una ciotola di riso e la fanno tutta lì dentro. La cacca, intendo. Anche se forse chiamarla cacca non è del tutto appropriato, visto che da quei delicati pertugi a mandorla ne esce una specie di cremina color caramello, aromatizzata all'incenso.
Pare che sia una vera prelibatezza. Squisita a tal punto che ricchi industriali color limone sborsano circa un miliardo di yen [al cambio attuale equivalenti a un sacco di euro] per poterla degustare.
Ammetto che cercando su internet non ho trovato nulla che potesse avvalorare la veridicità di questa notizia. Io, nonostante qualche riserva, ci credo. C'è chi si fa spegnere le sigarette addosso, c'è chi si scopa i cadaveri e chi si fa ingroppare dai cavalli, c'è chi legge novella2000 e chi colleziona bombolette di deodorante [sì, colleziono bombolette di deodorante, e allora?], perchè non dovrebbe esserci chi mangia la merda?
Ebbene, io sono tre giorni che mi cibo soltanto di yogurt al cocco, che se permettete è di gran lunga meglio dell'incenso.
Approfittatene, amici. Non sarò una geisha ma spendendo molto meno e senza dover andare fino in Giappone, per soli 150 euro [iva inclusa, spese di spedizione non comprese] vi fate una scorpacciata che non vi dico.
Pagamento anticipato. Niente sconti.
L'offerta è valida fino ad esaurimento scorte.
Se proprio siete dei poveracci e tutti 'sti soldi non li avete, per 5 euro vi rutto in un orecchio.
Ieri sera finisce che arrivo in anticipo ma sono quasi in ritardo, come piace a me. Odio arrivare per primo e aspettare non sai mai per quanto, magari all'infinito. L'attesa è una delle sensazioni peggiori, insieme al nonsapere.
C'è poco da fare, sono bellissimo, ieri sera. E non sono io a dirlo, io lo penso e basta, perchè è un giorno dispari. Nei giorni dispari penso sempre di essere bellissimo, in quelli pari meno, molto meno, talmente meno che è meglio se non penso a un cazzo, nei giorni pari. Ma ieri sera chi lo dice non mente e se mente m'importa una sega perchè io non lo so. A volte il nonsapere non è poi così male.
Devo prendere le sigarette, io senza sigarette non posso stare, ho appena fumato l'ultima, fino al filtro, accartocciando il pacchetto. Tra nugoli di zanzare che sembra Pearl Harbor e quei maledetti cinque euro che proprio non ne vogliono sapere di piacere al fottuto distributore automatico, è una battaglia. Una battaglia persa, che vince qualcun altro per me, qualcun altro meno isterico di me, che sta più simpatico di me al fottuto distributore e a quei maledetti cinque euro. E alle zanzare, visto che le troie fanno a gara a chi mi succhia di più. Mi viene l'ansia. Nei giorni dispari sarò anche bellissimo, ma sto sul cazzo a tutti. Sia nei giorni dispari che in quelli pari.
Cammino e mi lamento, mi lamento in continuazione. A me piace lamentarmi, fa parte di me, buttare sugli altri il peso di tutti i miei problemi. In fondo, è anche una forma di altruismo. Se gli altri sono soffocati dai miei, non pensano ai loro, di problemi.
Mi lamento che non ricordo le cose, mi dimentico le cose, mi dicono cose e un attimo dopo spariscono, sguardo assente verso l'alto, una sola cosa in testa al posto di tutte quelle altre cose: cazzo ha detto?, non connetto, a volte, sempre più spesso, devio, perdo la strada delle parole, parole dette, parole lette, parole scritte.
La sera, ieri sera, continua. Ma il resto, non me lo ricordo.
Il post, se così lo si può chiamare, dato che punto primo: ultimamente ricorro a squallide trascrizioni di conversazioni. Anzi, ad onor del vero manco quello, il dialogo me lo sono fatto trascrivere e l'ho copincollato. Inoltre punto secondo: pare - da cui il punto primo - io non abbia più niente da dire e sottoscrivo ma me ne sbatto il cazzo e come dicono i vecchi si tira avanti. Infine punto terzo: sto tergiversando.
Dicevo: il post - o quel che è - di lunedì ha scatenato questo surreale botta e risposta via mail tra il sottoscritto e la già citata ragazza che afferma di stamparsi codesto blog e leggerselo a casa la sera, prima di addormentarsi. Io spero che non sia vero, spero che sia solo un ingegnoso artifizio per sedurmi, spero di non conciliare il sonno a nessuno, spero che nessun albero sia stato abbattuto per colpa mia.
@Ammiratrice2 | E poi da quanto ho capito non sono neppure la fan numero uno, c'è chi sta peggio... e si ricorda i post precendeti.
@Nemecsek | Mi sa che stai comunque peggio tu.
@Ammiratrice2 | Anche se io quello di te che infili il dito nella sabbia... non penso che potrò mai scordarlo... davvero...
@Nemecsek | Sì, indubbiamente stai peggio tu.
@Ammiratrice2 | Sarà perchè c'ho il terrrore che mi puzzi la gnocca.
@Nemecsek | Prova ad annusartela.
@Ammiratrice2 | Oh, a me quel post ma scocciato, che ti devo dire.
@Nemecsek | "Ma scocciato"?!? Porco cazzo.
@Ammiratrice2 | Scioccato volevo scrivere... dai su... porta pazienza.
In ogni classe ci sono sempre i soliti luoghi comuni.
C'è il ciccione, che magari così grasso non è, ma è il più grasso di tutti e quindi lo si prende per il culo.
C'è la secchiona, che se ne sta nel primo banco con quel sorriso falso, alza sempre la mano e non ti fa copiare i compiti.
C'è il cannaiolo, che si chiude al cesso a far su e la sera ti porta a Rozzano a comprare il fumo.
C'è il frocio, che poi magari frocio non è, solo che si muove come un frocio, parla come un frocio ed è amico di tutte le ragazze, come i froci.
C'è il pazzo, che si tinge i capelli di verde, colleziona caccole, entra in tutte le classi durante le lezioni cantando a squarciagola il motivetto della pubblicità: "io la solita merenda non la voglio più", si aspira le scoregge con una siringa per cavalli e te le stantuffa nel naso.
C'è il rompicazzo, che spara con la bic, mastica carta e la sputa sul soffitto, fa scherzi scemi e battute cretine per essere al centro dell'attenzione.
C'è lo zozzone, che ha i tappi di cerume nelle orecchie, si cambia una volta alla settimana, gira con la patta aperta e in gita si chiude in bagno ma la doccia non la fa mica.
E via dicendo, l'imbranato, la metallara, il portasfiga, la troia, il figlio di papà, il comunista.
L'unica che manca è la gnocca, la figa della classe, la più bona, quella che tutti le muoiono dietro. Tutte cozze, ma si può?
Alla cena di venerdì sera, dieci anni dopo, c'erano tutti, o quasi.
Il pazzo sempre pazzo è, tra un rutto e l'altro mangia con le mani e se le lava con la caraffa dell'acqua, parla di merda e declama in farsetto in piedi sulla sedia l'oscena poesia appositamente vergata per l'occasione dalla secchiona.
Secchiona che, tanto per non smentirsi, passa tutta la sera a narrare, una per una, le sue interrogazioni migliori dalla prima alla quinta, seguite dall'elettrizzante racconto del suo esame di maturità.
Il frocio quasi non lo si riconosce, arriva che è dieci chili in meno, capelli mèchati e lampadato che sembra un negro. La secchiona - sempre lei, mai che stia zitta un secondo quella - racconta d'averlo sorpreso in casa in mutande di pelle, con al guinzaglio una figa della madonna, nuda a quattro zampe - alla faccia del ricchione - e racconta che l'ubbidiente cagnolina si alza: muso da gran gnocca, tette da gran gnocca, culo da gran gnocca, cazzo... beh, il cazzo tanto da gnocca non è. Il frocio smentisce ma ride. E intanto rovescia vino sugli altrui pantaloni, sognando di vedere qualcuno in mutande.
Lo zozzone non c'è, è rimasto a casa, che in mezzo a troppa gente si trova a disagio.
Il ciccione è ancora più ciccione e cerca penosamente di nasconderlo con pantaloni dell'adidas e maglietta di due taglie più grandi.
Il cannaiolo dalle canne è passato alle pasticche, poi agli acidi, poi alla coca, poi l'hanno beccato a spacciare, dice che adesso ne è fuori ma non ci crede nessuno, a guardarlo in faccia.
Il rompicazzo è tranquillo, se ne sta un po' sulle sue, osserva e pensa, il cazzo non lo rompe più.
E c'è la tristezza. La tristezza di rivedere dieci anni dopo le stesse facce, le stesse facce dieci anni più vecchie. Come se niente fosse cambiato, a parte la tristezza. La tristezza di pensare che hai dieci anni in meno e quei dieci anni non te li ridarà più nessuno.
Nemecsek: Hai presente il post della ragazza in treno? Ammiratrice: Quello vecchio vecchio dei fazzoletti o quello più nuovo? Nemecsek: Minchia, sai a memoria tutto il mio blog. Sei peggio di quella che se lo stampa e se lo legge a casa la sera. Ammiratrice: Demente. Nemecsek: Scommetto che hai pure il mio poster appeso in camera. Ammiratrice: Sì, certo, il mio moroso sarebbe felice di svegliarsi e vedere il tuo faccione. Nemecsek: Secondo me non si offenderebbe... sarebbe un po' come se mettessi quello di Brad Pitt.