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Questo blog non rappresenta un beneamato cazzo, in quanto lo dico io. Non può pertanto considerarsi un panino al prosciutto.



venerdì, 29 ottobre 2004
 

Generalizzare.
E' un po' come dire che tutti gli uomini ragionano con il cazzo e tutte le donne sono oche e puttane.
Ovviamente non è vero, ma mi piace pensare che sia così.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 14:14 | commenti (31)


giovedì, 28 ottobre 2004
 

Apro la portafinestra del mio ufficio ed esco sul balcone, accendendomi la classica sigaretta di metà pomeriggio. Fumo mentre guardo il panorama, se così si può chiamare la vista di Milano.
Che dal mio balcone si vede quasi tutta la città, anche il Pirellone e il Duomo, che spuntano da un ammasso di palazzoni tutti grigi e tutti tristemente uguali. Va beh, non sto qui a descrivere, tanto Milano fa cagare.
Insomma, sono lì che fumo e non penso a niente, bello tranquillo, quando ad un certo punto sento aprirsi una finestra dietro di me, per la precisione quella del cesso. Sarà qualcuno che ha aperto per cambiare aria dopo aver cagato, penso.
Poco dopo però, meccanicamente, mi volto a guardare, chissà perchè, certe cose ti vengono spontanee, anche se non hai pensato di farlo, senza che tu lo decida. Mi giro e mi vedo un tizio, un tizio con una faccia qualunque, di quelle facce che non te le ricordi, che se lo incontrassi in corridoio non lo riconoscerei.
Se ne sta al cesso, sporgendosi dalla finestra, appoggiato sui gomiti, le mani che reggono la testa, assorto. Lo fisso, incuriosito, ma lui neanche sembra accorgersi di me, se ne sta lì, a guardare fuori, fisso nel vuoto, immobile.
Continuo a guardarlo, mi scappa quasi da ridere, vorrei chiedergli cosa sta facendo, perchè diavolo se ne sta lì e a cosa cazzo sta pensando, quando, all'improvviso si accorge di me. Leggo l'imbarazzo nei suoi occhi mentre, così come era apparso, chiude la finestra in un lampo e puff, sparisce.






sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 15:49 | commenti (40)


mercoledì, 27 ottobre 2004
 

Ma guarda se per colpa del Toro devo pensare a queste cose. E' da lui che è iniziato tutto, da una cazzo di filippica tirata fuori una sera al bar, che se devo essere sincero neanche me la ricordo benissimo, era un ragionamento logico, semplice e lineare, di quelli che non fanno una piega, la cui conclusione si può riassumere con: abbiamo due anni di tempo per fare un figlio.
Cioè, non io e lui, anche perchè sarebbe leggermente difficile, essendo entrambi sprovvisti di una certa cosa tra le gambe.
Dico noi, in generale, io, lui e gli altri disgraziati della classe millenovecentosettantasei.
Continua a frullarmi nella testa.
Due anni.
Due anni, cazzo.
Due anni passano in un lampo. Vai avanti a fare il cazzone come hai sempre fatto, vivendo giorno per giorno, lavorando e sputtanandoti lo stipendio in minchiate, passando le giornate a fare il cretino, a scherzare su tutto, settimana dopo settimana, mese dopo mese, senza alcun pensiero nella testa se non che cazzo si fa stasera? E senza neanche accorgertene ti ritrovi trentenne.
In due anni, per la precisione ormai un anno e undici mesi, giorno più, giorno meno - notare la sfiga, il 2005 e il 2006 non sono nemmeno bisestili - anzi, dimenticavo che di solito bisogna aspettare nove mesi prima che arrivi la cicogna, direi che mi restano circa quattordici mesi, un niente. Quindi, entro la fine di dicembre dell'anno prossimo io dovrei, nell'ordine:

1) Trovare la donna della mia vita. Perchè esiste, sono sicuro che esiste, magari chissà dove, magari si nasconde ma deve esistere per forza.

2) Farla innamorare di me. Cosa, visti i precedenti, di non facile realizzione. Ma al massimo c'è la lobotomia, tanto per quel che le serve il cervello.

3) Sposarla. Anzi, no, una convivenza può andare benissimo, se lei è davvero la donna della mia vita non c'è bisogno di scriverglielo su un pezzo di carta e giurarglielo davanti a una croce.

4) Riempirla. Sì, insomma, ingravidarla e aspettare il frutto della semina.

Cazzo, tutto questo in quattordici mesi. La vedo dura. Beh, volendo potrei anche saltare i primi tre punti e passare direttamente al quarto. Che ne so, la prossima che mi capita, un forellino accidentale al goldone e - holpà - il gioco è fatto, bilia numero otto nella buca centrale.
E ora che mi fermo un attimo a pensare, altro che numero otto, quante bilie (che poi io ho sempre detto biglie, con la gl) che ho sparato nella mia vita. La maggior parte credo in casa mia, giocando da solo; per fortuna però parecchie volte in dolce compagnia: infatti si crede che il biliardo sia un gioco da uomini ma invece sono le ragazze che vanno matte per la stecca. Eccome se gli piace. Puoi mancare il bersaglio all'ultimo - ho una pessima mira io - e tirare addosso o dove capita, un po' qua e un po' là, bilie dappertutto. Il bello, per me, è riuscire a colpire con un tiro ad effetto, io adoro i tiri ad effetto, anche se non tutte gradiscono, ma quando riescono... e può anche capitare di prendere in faccia l'avversaria, il massimo. Oppure si può far centro normalmente, ma solo dopo aver messo il gesso sulla stecca, che senza gesso è un rischio. Ah, che bel gioco il biliardo.

Ma sto divagando e non posso perdere tempo in cazzate inutili, ho meno di anno e due mesi a disposizione.
Mi chiedo però, ora come ora un figlio è davvero quello che voglio? A volte direi quasi di sì, mi ci vedo, tipo stereotipo, in casa a leggere il giornale sul divano, con la mia cara mogliettina che cucina o fa i mestieri e il pargoletto di là in camera, che dorme.
Poi mi viene in mente mio padre, che alla mia età di figli ne aveva già due, si faceva il culo dodici ore al giorno per manterene la famiglia e aveva detto addio forse per sempre alla libertà, al divertimento e al cazzeggio... che pirla.











sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 16:30 | commenti (23)


martedì, 26 ottobre 2004
 

Il babbo di minchia: Guarda il tuo vassoio.
Nemecsek: Lo vedo, e allora?
Babbo: Spostalo più in lì che non ci sto.
Nem: No, se no non riesco ad appoggiare il gomito.
Babbo: Ma stai mangiando.
Nem: E allora? Io mangio come cazzo mi pare.
Babbo: ...
Nem: Oh, cazzo spingi con quel vassoio?
Babbo: Arretra.
Nem: L'acqua, cristo. Piantala di spingere, caprone.
Babbo: Mai.
Nem: Finiscila e mangia, che si fredda.
Babbo: No. Arretra o ti accoltello.
Nem: ...
Babbo: Sto per accoltellarti.
Nem: E' una forchetta quella, cretino.















sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 14:56 | commenti (20)

 

Nausea da blog.
Chissà se il limone farà qualcosa.
O un amaro magari.
No, eh?
Lo immaginavo.
Proverò a cacciarmi due dita in gola.




sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 08:52 | commenti (17)


mercoledì, 20 ottobre 2004
 

Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me,
per questo mi ha consacrato con l'unzione
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista,
per rimettere in libertà gli oppressi,
e predicare un anno di grazia del Signore.
Poi arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a ridere a crepapelle e disse: "Non ditemi che ci avete creduto. Andiamo a farci una birra, cretini, offro io".







sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:51 | commenti (43)


lunedì, 18 ottobre 2004
 

Se ti svegli la mattina all'alba dopo essere andato a letto poche ore prima, ubriaco e fumato, ti trascini con passo stanco al cesso, ti fermi a fissare la tua faccia addormentata allo specchio e istintivamente vorresti prenderla a pugni per guardare il tuo ghigno, deformato da una ragnatela di crepe, leccandoti la mano insanguinata.

Se sei fermo in colonna da un quarto d'ora, vieni preso dall'incontrollabile desiderio di partire sgommando e schiantarti contro il culo della macchina che ti precede, per poi fare retro e dare una sistematina anche a quella dietro.

Se pensando alla ragazza con cui stai uscendo in questo periodo, l'unica cosa che ti viene in mente è una canzone degli Afterhours e più precisamente il pezzo che fa forse non è proprio legale sai ma sei bella vestita di lividi.

Se all'arrivo del tuo collega in ufficio, tu resisti a stento all'impulso di saltargli addosso e azzannarlo alla giugulare.

Allora, forse è il momento di chiedersi seriamente qual è il problema e cosa cazzo c'è che non va.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 12:41 | commenti (26)


giovedì, 14 ottobre 2004
 

Mi piace fumare.
Mi piace bere.
Mi piace la notte e il suo profumo.

Mi piace dire parolacce.
Mi piace sputare per terra quando cammino.
Mi piace ruttare.

Mi piace usare il congiuntivo e il condizionale nel posto giusto al momento giusto.
Mi piace fare la settimana enigmistica, tranne le parole crociate che quelle son capaci tutti.
Mi piace fare il terrone ascoltando i Guns N' Roses o i Led Zeppelin a tutto volume oppure deprimermi con Battisti.
Mi piace vedere Zidane giocare al pallone, che Totti gli fa una sega a Zidane.

Mi piace farmi i cazzi miei e starmene da solo senza nessuno tra le palle.
Mi piace litigare, rompere i coglioni, essere in disaccordo solo per il gusto di esserlo.
Mi piace sorridere alla gente come un bravo bambino e intanto pensare "mamma mia quanto sei stronzo".
Mi piace stare zitto e ascoltare chi spara cazzate e pensare di essere migliore di lui.

Mi piace sbattermene dei problemi e dimenticarmene, far finta che sia tutto un brutto sogno.
Mi piace prendermela comoda, rimandare, fare domani, sempre domani, quello che dovrei fare oggi.
Mi piace cambiare idea come cambia il vento, 'fanculo la coerenza.

Mi piace guardare negli occhi.
Mi piace baciare.
Mi piace fare l'amore, guardando negli occhi e baciando.
Mi piace scopare.
Mi piace farmelo succhiare, cazzo quanto mi piace.
Mi piace guardare il culo alle ragazze, starei ore a fissare un paio di chiappe come dico io.

Mi piace lavorare, ma il lavoro che mi piacerebbe fare non l'hanno ancora inventato.
Mi piace non fare un cazzo tutto il giorno, dormire fino a tardi, mangiare come un porco e rimettermi a dormire.

Mi piace pensare di poter essere chi non sono.
Mi piace essere chi sono, anche se ancora non l'ho capito bene chi cazzo sono.




















sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:23 | commenti (41)


mercoledì, 13 ottobre 2004
 

Oggi no.
Domani è domani.
Magari è sempre troppo tardi.
E adesso stop.


sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 16:12 | commenti (10)


martedì, 12 ottobre 2004
 

C'era una volta una ragazza che era la mia ragazza. C'era una volta nel senso che adesso non c'è più. Cioè, non che sia morta, semplicemente non è più la mia ragazza, tutto qui. Un bel giorno si è svegliata, si è accorta con che razza di coglione stava sprecando il suo tempo, tanti saluti e arrivederci. C'est la vie.
Questa ragazza che prima c'era e adesso non c'è più da sempre avrebbe voluto scrivere un libro, era il suo desiderio proibito. Non essendone capace e quindi avendoci rinunciato da un pezzo, non perchè non sapesse scrivere in italiano ma perchè non lo so, cazzi suoi, le venne la fissazione di far realizzare il suo sogno a un povero cristo qualunque, nella fattispecie il suo ragazzo, nella fattispecie il sottoscritto.
Forse allucinata da quanto aveva letto nel mio blog, abbagliata da non so cosa, un giorno la ragazza mi disse: "Dovresti scrivere un libro".
La mia prima reazione fu di riderle in faccia.
"Dico davvero, dovresti scrivere un libro".
Seconda reazione: "Mi stai prendendo per il culo?"
"Scrivi un libro".
La mia terza reazione fu di mandarla a cagare.
"Perchè non scrivi un libro?"
Non sapendo più come venirne fuori, come quarta e ultima reazione, le cacciai la lingua in bocca e il discorso fini lì.

Ma da quella volta devo ammettere che ogni tanto ci penso. Non a scrivere davvero un libro, questo mai. So benissimo di non esserne capace, conosco i miei limiti. E poi vedermi lì, con il mio nome e cognome e la mia faccia sotto gli occhi e il giudizio di tutti, non è per me, a me piace stare nell'ombra e guardare, con le carte coperte. Di gente che scrive è pieno il mondo, ormai ogni cosa immaginabile, ogni storia raccontabile, ogni pensiero pensabile sono già stati messi su carta da qualcuno. Pagine e pagine per farti capire cosa c'è nella testa di una persona o farti immaginare com'è un paesaggio, un casa, una strada, roba del genere; e comunque tutto tempo sprecato, quello che prende vita nella testa di chi legge non sarà mai neanche lontanamente simile a quello che è uscito dalla testa di chi l'ha scritto. Tu scrivi una cosa e una testa di cazzo qualunque la prende a manifesto, avendo capito l'esatto contrario. O condensi tutto il tuo pensiero in una sola frase nascosta tra le altre diecimila della tua opera e un pirla nel suo letto la salta perchè sta crollando dal sonno.

Io quindi da quel giorno ho pensato a come dovrebbe essere un libro. Ma non un libro qualunque. Il libro perfetto.
Un titolo.
Una storia mai scritta, mai vista, mai pensata, che colpisca chiunque nel cuore, nel cervello, nello stomaco. Chiunque, a prescindere da età, sesso, cultura, nazionalità, a prescindere da qualunque cosa.
Una storia infinita implosa in poche parole, pronte ad aprirsi, ad esplodere ed espandersi all'infinito sotto gli occhi e nella mente del lettore, lasciandolo senza fiato, portandolo con loro dentro di loro.
Al massimo una pagina, no, una sola riga. Una sola riga in cui è condensato tutto un universo.
Meglio ancora, una sola parola.
Un titolo e una parola.
Il libro perfetto.

















sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 16:06 | commenti (24)


lunedì, 11 ottobre 2004
 

Visto che è lunedì mattina e mi porto sulle spalle l'opprimente peso di 106 fottutissime ore che mi separano dal prossimo weekend.
Visto che stanotte ho dormito quasi un cazzo e di merda, che mi son svegliato tre barra quattro volte, due per andare a pisciare.
Visto che quando sono uscito di casa era ancora buio pesto e io odio uscire la mattina che sembra notte fonda, non c'è un motivo particolare, mi fa incazzare e basta, non è giusto che il sole si svegli dopo di me.
Visto che sono uscito in camicia che ieri si crepava dal caldo, ma vaffanculo oggi fa freddo, come cazzo è 'sta cosa?, e causa ritardo treno bastardo ho perso l'autobus e me la sono fatta a piedi fino in ufficio tra smog, nebbia, gelo, siringhe e merda di cane.
Visto che lo sento che sta arrivando questo fottuto mal di testa, è lì che bussa per entrare e i tre minchioni non è che se ne stanno zitti e quieti, no, loro devono parlare di lavoro, non ce la fanno a farsi un po' i cazzi loro, devono bla bla bla, bla bla bla, cristo, non è che a fine mese non vi pagano se stamattina vi cucite le bocche e non scassate la minchia.
Visto che, adesso prendo un paio di sigarette e vado al cesso. E sicuro come l'oro sarà una cosa lunga, molto lunga.

Prima però, tanto per scrivere qualcosa, che non è che adesso uno può postare e non scrivere niente, anche se sarebbe bello, visto che oggi mi sento poetico, elargisco un paio di stronzate nate non so come, ispirate dall'ormai famigerato concorso di missblog, che poi che cazzo di concorso è che non fan vedere nemmeno un po' di tette e culi. Ovviamente copio/incollo che trovare qualcosa di originale da scrivere è troppo faticoso e scriverlo è ancora più faticoso.

"Malasanità"
Il nonnino all'ospedale
stava tanto tanto male,
c'era puzza nella stanza
e di cacca una mattanza.
A veder il vecchio gramo
un dottor disse "operiamo",
gli levaron le budella
da riempirci una padella.
Or sta bene il vecchio pazzo
s'è sol rotto un poco il cazzo.

"La gallina"
Quando s'alza la mattina
che due palle la gallina,
lei vorrebbe farsi bella
manco fosse una modella,
sta mezzora chiusa al cesso,
si profuma pure il sesso.
Poi va in giro con le amiche
e si credon tutte fiche,
se la tiran come poche
e ridacchian come oche.
Fa uno sguardo un po' da maga
ma nessuno se la caga.
Torna a casa poi la sera,
sogna un cazzo e ancora spera.

E poi c'è ancora qualcuno che ha il coraggio di dirmi che non sono un ragazzo romantico. Bah, io adesso vado a cagare.






























sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:10 | commenti (36)