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Questo blog non rappresenta un beneamato cazzo, in quanto lo dico io. Non può pertanto considerarsi un panino al prosciutto.



giovedì, 26 agosto 2004
 

Spunto dal nulla, camminando. Mi fermo all'inizio di una via, deserta, ci sono solo io. Una di quelle vie di città con palazzi vecchi tipo ottocento o giù di lì. Leggo il nome di questa via, è dove lavoro. E penso che è strano, ci lavoro ma non ci sono mai stato.
Proseguo, devo trovare un panettiere. Ho voglia di una pizzetta. Il primo ha tutti i tipi di pane e focaccia del mondo ma niente pizza. Il secondo, sbircio da una finestra: è tutto impolvertao, non c'è nessuno, niente pane, solo matite, dappertutto. Entro nel terzo. Una cicciona sta parlando con la panettiera. Mi metto dietro di lei e aspetto il mio turno. Ma queste due parlano parlano parlano non so di cosa ma non finiscono mai. E io sono lì che aspetto, dietro a questo culone enorme che ondeggia, si avvicina sempre di più alla mia faccia, e quelle parlano e parlano all'infinito. Vorrei prendere un rasoio per tagliar loro la gola ma non posso. Non posso.
Poi sono in un altro posto, stessa città, un'altra via, caotica e piena di gente, mi mette l'angoscia, devo ricordarmi da dove sono arrivato se no mi perdo, non riesco più a tornare a prendere la pizza.
Dissolvenza. Eccomi in una stalla con tre miei colleghi. E' impossibile ma sono anche miei vecchi compagni di liceo. Uno lo vedo in faccia, gli altri due no, ma so che sono loro. Dobbiamo andare a cavallo. Non nel recinto, è da sfigati. Prendiamo le coperte e le selle per preparare i cavalli. Metto la coperta in groppa al mio, nero. Ma qual è il verso della sella, non capisco come la devo girare. Guarda qui, mi dice il collega che conosco. Mi fa vedere un film porno, anche se non c'è nessuna televisione dove guardare. Vedi? La bionda, quella che le sono venuti in faccia. Guardo. E' seduta su una sella  bianca, all'inglese, qualcosa le cola dalla faccia. Grazie a lei capisco qual è il davanti e quale il dietro. Finisco di preparare il cavallo. Sto per montare e partire...
Suona la sveglia, cazzo. Ancora dieci minuti, dai, poi mi alzo.



sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 10:14 | commenti (28)


mercoledì, 25 agosto 2004
 

- Cazzo, hai capito o no?
- Certo.
- Bene, ridimmelo.
- No.
- Avanti, ripeti.
- Non ho voglia adesso.
- Lo sapevo, non hai capito una sega.
- Sì invece.
- Allora perchè non me lo spieghi?
- Senti. Tu lo sai. Io lo so. Che te lo dico a fare?








sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 12:37 | commenti (7)


martedì, 24 agosto 2004
 

Cose da evitare a un funerale:

- Avvicinarsi alla bara e mettersi a fare paragoni fra la lunghezza del proprio organo sessuale e quello del defunto.

- Porgere le condoglianze alla vedova servendosi di un pupazzo da ventriloquo.

- Comprare un pennarello a punta grossa, avvicinarsi al morto e disegnargli in fronte un uccello.

- In segno di omaggio, mettersi a fare braccio di ferro con la salma e fingersi di perdere.

- Vestire il cadavere col costume di Zorro.

- Se la defunta è una ex-compagna di liceo che una volta vi aveva detto di no, sussurrarle: "Sei libera stasera?" e poi scoppiare a ridere come una iena.

- Uccidere chi applaude al passaggio della bara. (Ops, scusate. Questa è una delle cose da fare)

- Far squillare il cellulare nella camera ardente, rispondere, poi passarlo al cadavere dicendo: "E' per te".

- Elettrificare il cadavere, dotargli il naso di un campanello luminoso e giocare con amici all'Allegro Chirurgo.

- Consolare la figlia del defunto dicendole: "Se non altro, le emorroidi di papà adesso non sono più un problema".

- Simulare un minuto di raccoglimento accanto alla salma e di nascosto allacciargli le scarpe una all'altra.

- Fingere di disintegrare il cadavere con una pistola spaziale a raggi delta.

- Mettere al collo della defunta un cartello con su scritto: Prendimi!

- Offrirsi di curare personalmente la stampa dei manifesti funebri e quando il tipografo chiede una foto della defunta da mettere sul manifesto, allungargli la Polaroid in cui lei si sta scopando Gordon, l'alano di famiglia.

- Chiedere alla madre del defunto di farvi un pompino.

- Coinvolgere i presenti in una conga scatenata e guidarli in fila verso un altro funerale.

- Indossare un vestito blu con le scarpe marroni.

- Chiedere alla vedova: "Le mie camicie sono pronte?"

- Far notare che insomma, sì, vi state divertendo, però Sammy Davis jr. aveva Frank Sinatra, Dean MArtin e Jerry Lewis al proprio funerale.

- Mentre stanno calando la bara nella fossa, chiedere ad alta voce: "Ehi! Chi è che sta bussando?"

[D. Luttazzi]

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:45 | commenti (20)


lunedì, 23 agosto 2004
 

- Zitto, non lo sento.
- Cosa?
- Il silenzio.


[Aggiornamento delle 11:15]
Cazzo. Mi è appena arrivata questa mail:

Una cosa: il tuo post... hai veramente una memoria di merda! L'avevi già postato. Non mi ricordo quando, ma l'avevi già postato....

Da cui si evincono tre cose.
1) Qualcuno che legge quello che scrivo c'è davvero.
2) Sono inequivocabilmente, irrimediabilmente, totalmente rincoglionito.
3) Cazzo.








sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 10:10 | commenti (22)


giovedì, 19 agosto 2004
 

Io non sono nessuno.
Nessuno.
sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 20:39 | commenti (16)


giovedì, 12 agosto 2004
 

- Basta! Non gioco più.
- Non fare il bambino, dai.
- Che senso ha? Non posso fare più niente.
- Non è detto, puoi ancora salvarne tanti.
- E come? Guarda quelli dalla tua parte quanti sono. Guarda quanta merda c'è, tutto merito tuo.
- Già. Modestamente, questa partita l'ho giocata proprio bene, fin dall'inizio.
- Lo ammetto, la trovata del serpente è stata geniale.
- E non dimenticarti dei due fratellini. E di tutto quello che c'è stato dopo.
- Va beh, anch'io ne ho fatte di cose buone però. Con il sacrificio di mio figlio ne ho portati dalla mia parecchi.
- Sì, tutti quelli che poi io ho bruciato nel forno, uhahahah.
- E no, cazzo! Quella mossa non valeva, non possiamo intervenire direttamente.
- Lo so, lo so. Però non trovi che mi donassero quei baffetti? Decisamente, la mia interpretazione migliore.
- Che tanto non ti è valsa un punto, bastardo.
- Ok ok, stai calmo. Continuiamo, adesso.
- Dov'eravamo rimasti?
- Stavo per far scoppiare la terza guerra. Ho in serbo una sorpresina che ti lascerà a bocca aperta.
- Ecco, lo sapevo. Senti, perchè non azzeriamo tutto e ricominciamo dall'inizio?
- E no, perdio!
- Ehi. Vacci piano con le parole.
- Scusa, non volevo offendere. Ma questa partita la voglio finire.
- Ma dai, ormai hai vinto.
- Voglio avere tutto, prima. E poi per sistemare il tabellone ci mettiamo sei giorni, che due coglioni.
- Va bene, figlio di puttana, va bene. Ma cerca di fare in fretta, mi sto annoiando.
- Non ti preoccupare, la fine è vicina.
- Vai, allora. Ma la prossima volta i cattivi li tengo io...























sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:06 | commenti (30)


mercoledì, 11 agosto 2004
 

- Te lo dico io di cosa parla "like a virgin", parla di una fica che scopa come una matta, a destra e a sinistra, giorno e notte, mattina e sera... cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo cazzo e cazzo!
- Quanti cazzi fanno?
- Una marea.
- Finchè un bel giorno incontra un tipo cazzuto alla John Holmes e allora vai alla grande! Cioè, uno che con l'attrezzo ci scava i tunnel come Charles Bronson nella "grande fuga", lei ci dà dentro come una maiala finchè sente una roba che non sentiva da un secolo... dolore... dolore! Fa male... Le fa male... Non dovrebbe perchè la strada è bella asfaltata ormai, ma quando il tipo la pompa le fa male, lo stesso dolore che sentì la prima volta, capite? Il dolore fa ricordare alla scopatrice folle le sensazioni di quando era ancora vergine e quindi... "like a virgin"

("Le Iene", Quentin Tarantino)




sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 10:10 | commenti (15)


venerdì, 06 agosto 2004
 

Sono un terrone.
Sono geloso.
Sono possessivo.
Sono pessimista.
Sono angosciante.
Sono una testa di cazzo.
Sono paranoico.
Sono schizzato.
Come si fa a star bene con uno come me?
Prendimi a calci, cazzo.










sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:38 | commenti (39)


giovedì, 05 agosto 2004
 

- Sono vecchio, sto morendo.
- Lo so.
- Prima che me ne vada, dimmi chi sei.
- Non lo sai chi sono?
- No, non l'ho mai capito.
- E' da molto tempo che sono con te.
- Sì, nemmeno ricordo da quando, da sempre forse, sei sempre stata accanto a me, intorno a me, in ogni momento, ovunque, eppure così distante. Chi sei? Cosa vuoi da me?
- Io non voglio niente da te.
- Dimmi almeno chi sei.
- Ascoltami, ora. Forse capirai.
- Non posso fare altro.
- Tu, in tutta la tua vita, hai sempre cercato una cosa, una cosa soltanto.
- Sì, la mia ossessione, un'illusione forse, io volevo...
- Lo so che cosa volevi.
- Già.
- Hai sempre pensato solo a questa cosa e a nient'altro. Ti sei dannato per trovarla. Hai gettato via tutto. Tutta la tua vita.
- E' vero. L'ho cercata ovunque. Ovunque. In ogni luogo, in ogni cosa, in ogni persona. Sempre.
- Senza pensare mai ad altro, consumando ogni tua energia.
- Senza mai trovarla.
- Senza mai vederla.
- Ma perchè mi ricordi tutto questo? Cosa c'entra la mia dannazione con... Tu.
- Sì.
- Tu sei...
- Io, sì.
- Sei sempre stata con me, così vicina.
- E tu non vedevi.
- Io non ho mai capito. Cercavo altrove, come potevo sapere?
- Certe cose non bisogna cercarle. Arrivano da te quando ti dimentichi di loro.
- Ma quando tu sei arrivata da me, io non...
- Tu eri troppo preso dalla tua ossessione per accorgerti di me.
- E adesso che so, sto morendo. Posso solo piangere.
- Non servirebbe a niente, ora è tardi.
- E' tardi, sì. Resterai con me fino alla fine?
- Sì, se è questo che vuoi.
- E poi, che farai?
- Me ne andrò anch'io.
- Dove? Da chi?
- Non ha importanza. Io, in fondo, non esisto.




































sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 08:41 | commenti (24)


mercoledì, 04 agosto 2004
 

Ieri ho fatto un paio di scoperte interessanti.

Non è una buona idea staccare la spina al pc di un collega prima che abbia salvato la sua partita a championship manager, dopo che ha vinto 5 a 1 contro il milan. Non è una buona idea perchè poi, misteriosamente, ti ritrovi del sale nell'acqua e dell'aceto nel tuo piatto di ottimi spaghetti al tonno.

Non è piacevole quando va via la luce mentre stai leggendo la gazzetta dello sport. Ed è ancor meno piacevole se ciò accade mentre ti trovi sulla tazza del cesso e ti devi ancora pulire il posteriore culo*.

Devo ricordarmene, in futuro.

 

[* modificato alle h. 20:20, così va meglio]

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 12:04 | commenti (14)


martedì, 03 agosto 2004
 

[tic tic tic]
Rumore di tasti che rompe un silenzio stagnante. E' prima mattina, la quiete prima della tempesta. Calma piatta, almeno apparentemente. Scrivo al computer, cerco di trasformare in parole il casino che ho in testa, il turbinio di pensieri che da alcuni giorni mi tormentano, mi angosciano, non mi danno un attimo di tregua.

[baaam]
Un boato inaspettato, improvviso, assordante. Doveva succedere, prima o poi. La mia testa salta per aria in mille minuscoli pezzi, un'esplosione di coriandoli rossi e grigi che decorano pareti e soffitto. Un fiore che sboccia. Come se un invisibile kamikaze si fosse immolato al centro del mio cranio, dove riposano le mie fantasie più nere e inconfessabili.

[...]
Finalmente di nuovo silenzio. Un silenzio pesante, opprimente ma allo stesso tempo tanto desiderato.

[plin plin plin]
Un lento stillicidio. Piccole gocce, grumi di materia grigia e sangue, si staccano una per volta dal soffitto e cadono a terra, come rugiada. Non dev'essere un bello spettacolo. Per fortuna non posso vederlo: un occhio penzola da quel poco di faccia che mi è rimasta attaccata al collo, l'altro è rotolato sotto la scrivania.

[tic tic tic]
Rumore di tasti. Premuti incessantemente uno dopo l'altro. Le mie mani ancora non si sono rese conto di quel che è successo, continuano a digitare come se niente fosse. Meglio così forse. Di solito, quando penso, mi vengono fuori solo cazzate. Prima o poi, comunque, anche loro si accorgeranno che il boss ai piani alti ha dato le dimissioni. E allora, di colpo, smetteranno di scri






sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:21 | commenti (24)


lunedì, 02 agosto 2004
 

Un bambino.
Un drogato.
Un demonio.
Un uragano.
Ma tutto questo non conta, adesso. Adesso, l'unica cosa che conta è che io sono qui.
Qui, dove non posso sentire, non posso vedere, non posso sapere. Posso solo aspettare e sperare.
Ma all'improvviso è arrivato anche il silenzio.
E quindi una notte in bianco, anche dormire è impossibile. Mi giro e mi rigiro nel letto, a pensare, ad immaginare, ad allucinarmi, a cercare di leggere il buio.
Poi un suono, lontano. Un suono tardivo, che cerca di rassicurarmi, di calmarmi. Sta' tranquillo. Sta' tranquillo, ok?
Facile da dire, stando sotto un altro sole.
Qui niente è facile. Niente è sicuro. E di tranquillo c'è solo il caldo, oggi.

Come quando un forte vento, il salice piangente.











sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:49 | commenti (22)