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Questo blog non rappresenta un beneamato cazzo, in quanto lo dico io. Non può pertanto considerarsi un panino al prosciutto.



mercoledì, 30 giugno 2004
 

Mi sento freddo.
Sento il gelo dentro di me.
In tutto il corpo.
E in testa.
Sono Bloccato. Immobile.
Ho come lame dentro di me.
Aghi di ghiaccio.
In tutto il corpo.
Porca troia.
Se becco il figlio di puttana che continua a mettere il condizionatore al palo, lo inculo.










sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 14:53 | commenti (12)


lunedì, 28 giugno 2004
 

"Lei è una puttana. Una puttana vera, che scopa per vivere.
Lui è un tossico. Che non vive. Si fa e basta, per dimenticare qualcosa che ormai non ricorda più.
Abitano nello stesso palazzo ma non si sono mai visti. Quando rincasa lui è sempre troppo fatto per accorgersi di qualsiasi cosa. Lei è sempre troppo triste, troppo rotta. Dopo che ha preso venti cazzi in una sera non riesce a far altro che guardare per terra.
Si sono conosciuti ieri sera. Si sono incontrati davanti al portone e per la prima volta si sono visti. Si sono guardati.
Lui le ricordava suo fratello. Quello sguardo disperato che chiedeva aiuto e comprensione e perdono, il giorno prima di morire di overdose.
Lei gli ricordava sua madre. Negli occhi, il vuoto di una vita di rinunce, di botte e di alcol.
Forse è successo ieri sera perchè era una sera speciale per entrambi.
Lui aveva appena scoperto di avere il male. Quel male che non si può curare. Che ti gira nelle vene insieme all'eroina finchè un giorno non decide di svegliarsi e prenderti la vita.
Lei era incinta. Non poteva saperlo ma ne era certa. L'unica cosa che ignorava era il padre. Forse un marocchino ubriaco, forse un vecchio in mercedes.
Così, quella sera speciale, si sono visti. Si sono guardati, senza dire una parola. Hanno letto uno gli occhi dell'altra. Si sono capiti. Sono saliti insieme nel monolocale di lei, mano nella mano, in silenzio. Si sono baciati piangendo. Hanno fatto l'amore piangendo. Piangendo si sono abbracciati forte. Poi si sono addormentati. Insieme.
Oggi, all'alba, lei si sveglia. Lo guarda dormire, sereno. Sorride, per la prima volta da anni. Sa che non si rivedranno. Come si sono trovati così si perderanno di nuovo. Lei a vendere amore. Lui a comprare morte. Ma sorride.
Si alza e si affaccia alla finestra e guarda fuori. Sopra la grigia città c'è il sole. Un sole che le illumina il viso, cancellando per un attimo le tracce di anni di umiliazioni. Lei guarda il cielo e pensa: Oggi sarebbe un giorno perfetto per innamorarsi.
Poi chiude la finestra.
Si avvicina alla cucina, esita un istante e apre il gas.
Torna a letto. Si corica di fianco a lui, che sta ancora dormendo. Lo guarda un'ultima volta, lo bacia sulle labbra, dolcemente, appoggia la testa sul suo petto, aspettando di addormentarsi e di sognare."















sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:27 | commenti (43)


domenica, 27 giugno 2004
 

Come in prima media.
Quando mandavi un tuo amico dalla bambina che ti piaceva a parlare al posto tuo.
O chiedevi alla sua amica cosa ne pensava di te.
Per non sputtanarti.
E poi diventavi rosso. E tremavi. E sognavi storie.
E un bacino sulla bocca te lo faceva venire duro.
E non sapevi nemmeno come fosse fatta una figa.

Bei tempi.







sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 02:54 | commenti (12)


venerdì, 25 giugno 2004
 

       oggi non ho voglia

sono sotto vuoto      

non aprire

       non agitare

non rompere il cazzo      

punto

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 08:51 | commenti (25)


martedì, 22 giugno 2004
 

Un mio amico, vecchio compagno di scuola e adesso laureato in ingegneria, lavora anche lui nella grande città. Ogni tanto ci incontriamo in treno e facciamo il viaggio insieme. Ieri no. Questa mattina sì.

Io: Ho visto tua sorella ieri, sul treno.
L'Ingegnere: Sì, lo so.
Io: E come lo sai?
L'Ing.: Me l'ha detto lei.
Io: Ah, certo.
L'Ing.: Mi ha detto che le sembravi in coma...
Io: Erano le sette di mattina.
L'Ing.: E che non hai parlato molto.
Io: Io non parlo mai molto, lo sai.
L'Ing.: Già, per fortuna.
Io: Ma... mette le lenti a contatto?
L'Ing.: No, perchè?
Io: Aveva gli occhi azzurri.
L'Ing.: Mia sorella ha gli occhi azzurri.
Io: Ah sì? E da quando?
L'Ing.: Da sempre.
Io: Strano, non l'avevo mai notato.
L'Ing.: ...
Io: E pensare che siamo stati insieme sei mesi.



















sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:08 | commenti (54)


lunedì, 21 giugno 2004
 

Non mi ricordo di aver scritto il post qui sotto.
Ma mi ricordo di essere arrivato a casa poco prima, senza sigarette. Errore madornale.

Venerdì sera alle tre o poco più stavo mangiando una pizza in compagnia, per concludere degnamente una serata un po' spenta. Mentre finivo la mia birra ghiacciata, la mia futura ragazza mi saltellava intorno innaffiando un mio amico con una mezza naturale a temperatura ambiente. Poi la situazione degenera e l'acqua diventa birra. Non la mia per fortuna.

Sabato pomeriggio ero al bar. Bar che da quando c'è la nuova barista è più frequantato del solito. Niente di strano.
Si decide, per la sera, di andare in discoteca. O meglio, gli altri decidono. Io subisco la decisione. Odio le distoteche, quando sono sobrio.
Poi sono andato a comprarmi un paio di scarpe da ginnastica. Particolare all'apparenza irrilevante ma che in seguito si dimostrerà la mossa più geniale del fine settimana.

Sabato sera, stesso bar. Indubbiamente c'è più gente del solito. Niente di strano.
Tra le varie chiacchiere l'anedotto più divertente riguarda un bambino in piscina che, inconsapevole, ha passato la giornata con un costume in testa al posto della cuffia. O forse con la cuffia al posto del costume. Non mi ricordo bene.
Più tardi, dopo quasi mezz'ora di coda, stiamo per entrare in discoteca. Mi blocca una copia mal riuscita di Dolph Lundgren [a.k.a. Ivan Drago] con auricolare incorporato. Sembra interessato alle mie scarpe da ginnastica nuove.
Io: Belle, eh? Le ho comprate oggi.
Ivan: Sì, ma con quelle non entri.
Io: E' un vero peccato.
Amico1: Ma dai, veniamo sempre qui, siam sempre entrati.
Io: Sì, ma non con le scarpe da ginnastica.
Ivan: Esatto.
Amico1: Ma se è appena passato uno con le infradito.
Amico2: Sì ma quello è arrivato in mercedes.
Ivan: Sentite, non può entrare e basta.
Io: Vedi? Se il signore dice che non posso entrare, non posso entrare.
Ivan: Mi spiace.
Amico1: Non è giusto, abbiamo fatto mezz'ora di coda.
Ivan: Non decido io, abbiamo un'immagine qui.
Amico1 (implorante): Eddai, per stavolta non puoi chiudere un occhio?
Ivan: Senti, ti ho detto che non posso.
Io: Sei sordo? Ti ha detto che non può.
Ivan: Dai ragazzi, la settimana prossima vi vestite bene ed entrate.
Amico1 (quasi in lacrime): Ma noi...
Amico3: C'hai rott'il cazzo. Andiamo.
Io: Dai, promesso. La settimana prossima entriamo.
Come direbbe il defunto Hannibal Smith [da non confondersi con Hannibal Lecter], sigaro in boocca e sorriso compiaciuto: "Adoro i piani ben riusciti". Grazie a un paio di insignificanti [ma costose, li mortacci] scarpe da ginnastica, niente discoteca. Che al momento però non odiavo nemmeno più di tanto. Evidentemente non ero sobrio.

Alla fine, dopo interminabili contrattazioni, si finisce in un anonimo pub. Casualmente c'è anche la mia futura ragazza con le sue amiche. Sempre casualmente ci uniamo a loro. Con la coda dell'occhio, noto che ogni tanto la mia futura ragazza dà la mano ad un tizio assurdo con pizzetto da capra e sguardo da pecora. Ma non è un problema: o è un amico o è il suo futuro ex-ragazzo.
Si beve, si ride, si scherza, si fa tardi, l'anonimo pub chiude.
Io: Non ho sonno, dove si va?
Amico1: Andiamo in discoteca, magari adesso ci fanno entrare.
Io: ...
Amico2: ...
Amico3: C'hai rott'il cazzo. 'Fanculo tu e la tua discoteca.

Il resto è noto. Torno a casa zigzagante verso le cinque. Senza sigarette.
Credo di essere andato a letto verso le sei. O poco prima. O forse poco dopo.
C'era già il sole comunque.



































sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 14:33 | commenti (12)


domenica, 20 giugno 2004
 

Mi sto fumando addosso.
sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 05:37 | commenti (14)


venerdì, 18 giugno 2004
 

Due pendolari, ieri mattina:

"Lo sai che è morto Ray Charles?"
"Chi?"
"Ray Charles"
"Ray Charles..."
"Ma sì, il negro"
"..."
"Con gli occhialoni grossi, da sole"
"Ah sì, ho capito"
"Sì, Ray Charles"
"E' morto?"
"Sì"
"Ecco, adesso in televisione ci faranno rivedere tutti i suoi film"












sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:18 | commenti (28)


giovedì, 17 giugno 2004
 

"Come stai?"
Sono stato male. Poi sono stato bene. Sono stato peggio. Poi sono stato meglio.
Sono stato così così. A volte male, a volte bene.
Sono sparito, quando stavo male. Sono tornato. Me ne sono andato. Sono tornato di nuovo.
A volte non c'ero. A volte c'ero. A volte c'ero ma era come se non ci fossi. Ero lì, ma ero nel mio mondo.
Lontano da tutti. Perchè di tutti non me ne fotteva un cazzo. Perchè così mi sentivo un altro. Un altro che non ero. Un altro migliore. Anche se non lo ero, non ero migliore. Di nessuno, nemmeno di me.
Ero lì, in mezzo agli altri, eppure isolato, al sicuro. Per mia scelta.
No, non era una scelta, era così e basta.
Certe volte non puoi scegliere. Se prendi una strada che non ti piace puoi sempre svoltare, cambiare direzione, tornare indietro. Se cadi in un baratro puoi solo continuare a cadere. E sperare un giorno di fermarti.
Ho amato. Ho dimenticato di amare. Ho disimparato ad amare.
Ho odiato. Ho odiato soprattutto me stesso. Solo me stesso, forse. Avrei duvuto amarmi invece, ma non era facile. Non è mai facile quando chi cerchi di amare ti dice di non rompergli il cazzo, che sta bene così, anche se in fondo sta male.

"Allora, come stai?"
Chiedimelo domani.












sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:33 | commenti (22)


mercoledì, 16 giugno 2004
 

"Sono intorno a me. Ma non parlano con me.

Sono come me. Ma si sentono meglio."

(ci sono e non ci sono)

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:08 | commenti (24)


martedì, 15 giugno 2004
 

Forse non tutti sanno che:

Se tu urlassi per 8 anni, 7 mesi e 6 giorni, produrresti abbastanza energia sonora per riscaldare una tazza di caffè.
Non mi sembra che ne varrebbe la pena.

Se tu producessi costantemente flatulenze per 6 anni e 9 mesi, il gas risultante fornirebbe energia equivalente a quella di una bomba atomica.
Questo potrebbe avere più senso.

L'orgasmo di un maiale dura 30 minuti.
Nella mia prossima vita voglio essere un maiale. Ma come hanno fatto a scoprirlo? E perchè?

Per sbattere la tua testa contro un muro sono necessarie 150 calorie all'ora.
A casa meglio di no. Forse al lavoro?
Non riesco a lasciar perdere quella cosa dei maiali.

Umani e delfini sono le uniche specie che fanno sesso per piacere.
E' per questo che Flipper sorride sempre?
E i maiali hanno orgasmi di mezz'ora? Non mi sembra giusto.

Chi usa la mano destra vive, in media, nove anni più a lungo di un mancino.
Se sei ambidestro fai una media?

Una formica può sollevare 50 volte il suo peso, può trascinare 30 trenta volte il suo peso e cade sempre alla sua destra se intossicata.
E con cosa si intossica una formica? Birra forse?
Ma i contribuenti pagano le tasse per sovvenzionare questo tipo di ricerche?

Gli orsi polari sono mancini.
E chi se ne frega? E come lo hanno capito?

Un pesce gatto ha più di 27.000 papille gustative.
Ma cosa ci sarà di così saporito sul fondo di uno stagno?

Una pulce può saltare una distanza pari a 350 volte la lunghezza del suo corpo. E' come se un uomo potesse saltare da un capo all'altro di un campo di calcio.
30 minuti... ma ti rendi conto?? E perchè proprio i maiali?

Uno scarafaggio decapitato sopravvive nove giorni prima di morire.
Cazzo, che schifo!

Il maschio della mantide religiosa non può accoppiarsi finchè la sua testa è attaccata al corpo. La femmina dà inizio all'accoppiamento decapitando il maschio.
Tesoro, sono a casa. Che cosa c'è per ce... stack!

Alcuni leoni si accoppiano più di 50 volte al giorno.
Nella mia prossima vita voglio comunque essere un maiale... qualità, non quantità.

Le farfalle sentono i sapori con i piedi.
Oddio! E' anche peggio degli scarafaggi.

L'occhio dello struzzo è più grande del suo cervello.
Conosco molte persone così.

Le stelle marine non hanno cervello.
Conosco anche molte persone così.

E dopo aver letto questo, tutto ciò che ho da dire è:
MALEDETTI MAIALI!!!





















sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 09:31 | commenti (20)