venerdì, 30 aprile 2004
Ho visto su un blog (non ricordo quale, sorry) uno spunto interessante. Aprire un libro a una certa pagina (ovviamente il numero l'ho dimenticato) fino a trovare una frase che colpisce e postarla sul blog. Ho aperto il libro che sto leggendo (In treno o leggi o dormi, che altro puoi fare? E visto che qualche vecchia comare blaterante c'è sempre, io leggo) a pagina 76 e sono andato a ritroso. Purtroppo con il supporto cartaceo ('sticazzi!) non è possibile fare un bel copia/incolla e trascrivere tutta 'sta roba a mano è una faticaccia, ma penso ne valga la pena. Non faccio commenti, ognuno interpreti come vuole, non sono cazzi miei.
"Non capiscono perchè si fa questa guerra. Non sanno perchè combattiamo." "No" disse Anselmo. "Sanno solo che ora c'è una guerra e che si può uccidere di nuovo, come nei tempi antichi, senza essere puniti." "E tu, hai ucciso?" "Sì. Più di una volta. Ma senza piacere. Per me è un peccato uccidere un uomo. Perfino i fascisti, che abbiamo il dovere di uccidere. Sono contrario ad ogni uccisione di uomini." "Eppure ne hai uccisi." "Sì. E ne ucciderò di nuovo. Ma se rimarrò vivo voglio cercar di vivere senza far male a nessuno, in modo da meritare il perdono." "Da chi?" "E chi lo sa? Da quando qui non abbiamo più Dio e nemmeno suo Figlio e nemmeno lo Spirito Santo, chi ci perdona? Io non lo so." "Tu non hai più Dio?" "No, hombre. No certo. Se ci fosse un Dio, non avrebbe permesso mai quello che ho visto con i miei occhi. Lasciamolo a quegli altri, Dio."
[...]
"Ucciderli non è una lezione" disse Anselmo. "Non si possono sterminare, perchè dal loro seme ne verrebbero altri pieni di maggior odio."
mercoledì, 28 aprile 2004
Internet è una cazzata. Ti porta su mondi lontani anni luce e rischi di dimenticarti che il tuo culo rimane sempre incollato sulla stessa cazzo di sedia.
martedì, 27 aprile 2004
Vorrei parlare di politica, di filosofia, di religione. Vorrei parlare di questo mondo che mi piace sempre di meno ogni giorno che passa, dove sembra che sia tutto merda, dell' indifferenza, del cinismo, dell'odio che ormai sono ovunque. Di questa televisione vuota con trasmissioni fatte da decerebrati per decerebrati. Di queste mode assurde che annullano sempre di più ogni individualità, facendoti credere che conti qualcosa solo se ti vesti come la massa e se sei pieno di soldi. Di queste guerre inutili, del terrorismo e di attentati ancora più inutili. Di poveri disgraziati che fuggono dal loro paese per non crepare e arrivano qui su un gommone e vengono chiamati "negri di merda" e considerati peggio di bestie. Di gente che muore di fame e nessuno muove un dito, tanto sono dall'altra parte del mondo. Di ipocriti che con bei sorrisi ti dicono che miglioreranno l'Italia per te e intanto l'unica cosa che migliora è il loro conto in banca. Vorrei parlare di tutto questo e di altro ancora, di come proprio non riesco a capire, di come mi sento estraneo a tutto ciò. Vorrei, ma non sono capace di trasformare in parole i miei pensieri.
Vorrei parlare di me. Di quando sono circondato da amici e mi sento distante e di quando invece sto da solo e sto bene così. Di quando a volte spaccherei tutto a pugni per la rabbia e di quando basta una scena commovente in un film o in un libro per farmi venire le lacrime agli occhi. Di quando vorrei gridare e cambiare tutto e di quando mi sento impotente e mi nascondo tra la massa. Di quando mi sento l'essere più inutile della terra e di quando niente mi sembra impossibile e niente mi può fermare. Di quando mi sento vuoto, freddo, superficiale e di quando passerei ore a guardare un tramonto. Vorrei parlare di me, ma non ne sono capace.
lunedì, 26 aprile 2004
Fosse stato solo per le manette... nessuno si è accorto del comodo lettino pronto ad accogliermi per una bella iniezione letale? A parte questo, ho passato gli ultimi cinque giorni chiuso in casa con la gola in fiamme e la merda nei polmoni, ho scatarrato anche l'anima, una roba gialla e densa che quasi sembrava avesse vita propria. Lo so, fa tremendamente schifo, dovrei autocensurarmi per non urtare la sensibilità altrui ma cosa volete farci, io sono così, delle esigenze altrui difficilmente me ne fotte qualcosa. Anche stamattina non è che stia proprio bene ma quando il lavoro chiama i coglioni rispondono, non c'è faringotracheite [se ho letto bene sul certificato medico... chissà perchè i dottori scrivono sempre come se avessero un vibratore al culo] che tenga. In più se la mattina inizia con un marocchino [chi non sa cos'è si impicchi] che sembra caffelatte corretto con piscia, l'unica cosa che mi viene da dire è:

lunedì, 19 aprile 2004
 oggi nemecsek si sente così
giovedì, 15 aprile 2004
ma qui non è così non c'è il lieto fine e poi il buono perde ... ma qui non è così l'immagine è un pò scura e il domani fa un po' paura ... la vita non è un film
mercoledì, 14 aprile 2004
Questa mania del "cazzo" mi sta contagiando anche nella vita di tutti i giorni, spero sia stato solo un episodio isolato... Sabato sera, cena con i miei amici, in tutto siamo quasi una ventina. Tra il primo e il secondo arriva la proprietaria del ristorante, una specie di tirannosaurus rex con i capelli di Jessica Rabbit, che ci porta dei bicchierini con della roba da bere. Dato il colore io dò per scontato che sia limoncello [o limoncino? lemoncello? lemoncino? non ho mai capito qual è il nome giusto] e lo butto giù di rigore, cioè in un botto solo. Ma non è lemoncello! Sa di anice, tipo sambuca. A me la sambuca fa cagare, cristo. Con faccia schifata dico alla tizia: "Ma non è lemoncino!" E lei, laconica: "No" Grazie tante, c'ero arrivato anch'io... la guardo di traverso e chiedo: "E allora che cazzo è?" Risata generale, la ragazza di fianco a me mi dà una gomitata. Non mi sono neanche accorto di averlo detto, è uscito dalla mia bocca senza che lo volessi, la prossima volta è meglio se connetto il cervello prima di sparare cazzate. Ma il bello è che il T-Rex mi risponde con aria truce: "Finocchietto" Che cosa? Ho sentito bene? La vecchia babbiona mi ha dato del frocio! Porca puttana, come minimo si merita una testata. Ma subito per sua fortuna [o per mia, data la mole] mi fa vedere la bottiglia dell'intruglio che ci ha dato da bere e sull'etichetta in effetti c'è scritto Finocchietto. Adesso se non altro mi spiego quel gusto di merda. La cena prosegue. Non mi ricordo di cosa stavo parlando con mio cugino, forse degli ultimi attriti [tanto per usare un eufemismo] tra me e mio fratello, ma ad un certo punto lui mi fa, tutto serio: "Tu sei un bravo ragazzo, uno dei migliori qui in mezzo... però sei matto" E io, come se avesse detto la cosa più ovvia del mondo: "Sì, lo so" Forse quell'affermazione è da imputarsi al fatto che avesse bevuto un po' troppo, ma non importa perchè tutto sommato ha fottutamente ragione.
martedì, 13 aprile 2004
Eravamo fidanzati poi tu mi hai lasciato senza addurre motivazioni plausibili
Non è vero tu non capisci l'universo femminile, la mia spiccata sensibilità si contrappone al tuo gretto materialismo maschilista.
Ciò nonostante... cara ti amo
Mi sento confusa
Cara ti amo
Devo stare un po' da sola
Cara ti amo
Esco da una storia di 3 anni con un tipo
Cara ti amo
Non mi voglio sentire legata
Rimani in casa
Voglio essere libera
Esci allora pure con chi ti pare
Non t'interessi mai di quello che faccio
Vorrei palparti le tette
Porco
Mai ti toccherei neanche con un fiore
Finocchio
Mi drogo, bestemmio, picchio i bambini e specialmente non ti cago
Ti amo
Mi faccio invece il culo 14 ore di seguito per mantenerti e ti cago
E io ti lascio per un tossicomane che non fa niente tutto il giorno, non trova le motivazioni per andare avanti nella vita però lui continua a vivere e io lo voglio vedere: sì lo amo, no non l'amo, chi se ne importa
Mi metto il goldone
Ho un desiderio di maternità
Ho un desiderio di paternità
Mettiti il goldone
Rimango in casa
Mi opprimi
Esco
Questa casa non e' un albergo
Ti passo un cubetto di ghiaccio intinto nel Cointreau sulla pancia dopodichè ti scopo bendata
Non sono una troia
E allora in posizione canonica io sopra tu sotto
Che palle
E ora uniamo i nostri corpi nell'estasi suprema che è propria dell'idillio dell'amore
Eh no caro mio
Perchè no?
Perchè quando avevo 13 anni mio cugino me l'ha fatto vedere...
Il pene? No, no il cazzo... E da allora sono traumatizzata, però possiamo restare abbracciati tutta la notte senza fare niente, sarà bellissimo lo stesso
Allora te lo metto nel culo
Non so cosa voglia dire
Usciresti con me domani sera?
Sono un po' stanca e forse ho già un altro impegno
Beh poco male così vedo i miei amici
Sono libera
Mettiamola sul sesso
Ho bisogno d'affetto
Mettiamola sull'affetto
Chiaviamo
Io sono come sono
E cerca di cambiare
Ecco sono cambiato
Ecco che non sei più quello di una volta
E adesso colpo di scena: cara ti odio
Non so cos'è l'olocausto
giovedì, 08 aprile 2004
Da questa mattina ho un chiodo fisso in testa: devo partecipare alla prossima edizione del Grande Fratello! Per prima cosa mi comprerò un bel paio di luccicanti occhiali da sole, con quelli i provini li passo di sicuro. Una volta nella casa devo assolutamente ricordarmi di sembrare un po' stupido e culturalmente arretrato, se no mi eliminano subito. E' meglio che me lo segno. Ed ecco il desiderio represso che mi assilla dall'alba, ho già in mente tutta la scena, fotogramma per fotogramma: Nemcsek va verso il confessionale con passo molleggiato. Suona il campanello sfoggiando un sorriso ipocrita a sessantaquattro denti. Entra e si siede su quella invitante poltrona bianca; primo piano sul suo sguardo ammiccante. Sale in piedi su quella confortante poltrona bianca. Estrae l-e-n-t-a-m-e-n-t-e il suo grande fratello e inizia ad urinare contro la telecamera, annaffiando idealmente milioni di teste vuote di telespettatori catatonici. Finalmente l'Italia intera vedrà che esistono ancora "persone veri con emozioni veri". Sì, devo andare al Grande Fratello, cazzo!
mercoledì, 07 aprile 2004
Inizio a pensare di essere l'uomo sbagliato nel posto sbagliato. Forse la mattina non dovrei nemmeno aprire la posta dell'ufficio e tutto il resto, credo che internet explorer, winamp e icq possano bastare. O forse dovrei trovarmi un traduttore. Quanto segue (una mail ricevuta dal sottoscritto in c/c questa mattina) è un chiaro esempio di come io abbia bisogno di un'illuminazione:
Per cortesia come già sollecitato verbalmente ti prego di togliere tutti i software copiati sul DFS. Come ti ho anche fatto presente, non ci sono problemi a utilizzare come source per la creazione del pacchetto una share posizionata su un Server specifico, anche se su un Dominio diverso da quello in cui è presente il Site Server, visto che le trust bidirezionali intrinseche e transitive tipiche di Windows 2000 ci risolvono il problema. Basta configurare in modo opportuno i permessi di Share/NTFS. La presenza di grosse quantità di dati sul DFS non è giustificabile, soprattutto se utilizzato come repository.... Ti chiedo la massima sensibilità di fronte a questo problema, prima che il Cliente ci venga a "tirare le orecchie". Rimango a disposizione per chiarimenti.
Per oggi basta, mi sono rotto le trust bidirezionali intrinseche e transitive.
martedì, 06 aprile 2004
Voglio trovare un senso a questa voglia anche se questa voglia un senso non ce l'ha.
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