un uomo senza religione è come un pesce senza bicicletta

che dire di me
vi megaodio tutti

cazzate
ieri

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---

stronzate

Nemecsek in Parà d'osso
utente anonimo in Parà d'osso
Nemecsek in Cogito ergo nihil
utente anonimo in Cogito ergo nihil
Nemecsek in Amarcord
Nemecsek in Parole crociate
erbasalvia in Parole crociate
utente anonimo in Parole crociate
miaperfidia in Parole crociate
miaperfidia in Amarcord

link
ho smesso



leggo, leggevo, leggerò
anobii



*loading* ¾

Questo blog non rappresenta un beneamato cazzo, in quanto lo dico io. Non può pertanto considerarsi un panino al prosciutto.



giovedì, 26 novembre 2009
 

Mi piacerebbe che qualcuno mi chiedesse indicazioni per andare in qualche posto, così mi disegnerei la strada sulla pancia con un pennarello e gli farei sbagliare strada perché io al contrario non so disegnare.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 16:32 | commenti


mercoledì, 18 novembre 2009
 

Tolto che sono indolente, apatico, indifferente di mio.
Ci penso, ci penso e ci penso e non riesco a trovare una ragione per vivere.
Non si fraintenda. Non che io abbia un qualche motivo per non vivere o non abbia voglia di vivere. Tutt'altro.
Solo che chi pensa troppo fa questa fine, si ritrova annegato nei propri pensieri. Può essere un bene, può essere un male. Non mi pronuncio: bene e male sono concetti superati.
Nessuna ragione per vivere, dicevo. Nessun fine. Nessuno scopo. Per me. Per tutti. In senso assoluto.
Tutto tornerà ad essere come prima, prima quando non c'ero. Da questo punto di vista qualunque cosa, qualunque, perde d'importanza, di significato. Non ha ragione d'esser fatta; se viene fatta ha lo stesso valore di qualunque altra cosa sia stata fatta o non sia stata fatta.
La mia è una considerazione sulla lunga distanza. In mezzo al vivere quotidiano, che mi trascina con sè senza che io lo voglia, senza che io riesca ad impedirlo, ci sono piccole cose che si potrebbero definire felici, che ogni tanto capitano. Ma se queste sono fini a se stesse - e sono fini a se stesse - mi lasciano sempre l'amaro in bocca. Non mi bastano. Mi accendono ma non mi riempiono. Felicità ed infelicità non appartengono alla parte più profonda di me. Non ha senso chiedermi se sono felice, se sono triste. Non potrei rispondere.
Con questo, l'accettazione dell'impotenza e dell'inutilità, credo di non avere più niente da dire.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 11:03 | commenti (2)


giovedì, 05 novembre 2009
 

Io, in tutta onestà, il crocifisso in classe ce lo lascerei. Primo, perchè è sacrosanto che la tradizione, l'identità nazionale e le radici cristane dell'italica patria siano crocifisse su tutti i muri. Secondo, perchè noi siamo a casa nostra e se andiamo a casa loro non è che ci fanno fare quello che ci pare, anzi, ci fanno saltare in aria e puzzano. Terzo, quelli che non lo vogliono "possono morire, ma il crocifisso rimarrà nelle aule". Quarto, e 'sticazzi. Quinto, magari oltre al crocifisso ci aggiungiamo pure tutti gli altri simboli della nostra tradizione: un rosario, una foto di Padre Pio da morto, la sacra sindone, le mutande di Giovanni Paolo II da vivo, la madonna, una manciata di stigmate, i calendari di frate Indovino e di una tettona a caso, un pallone da calcio, la supermoviola, un paio di pizzini, un piatto di spaghetti, una pizza margherita, cappuccio e brioche, un corno rosso, un bidet, un gratta e vinci, i numeri del lotto, del dieci e lotto, del superenalotto, del megaextravaffanculolotto, le nominations del Grande Fratello, la locandina di Vacanze di Natale, TV Sorrisi e Canzoni, uno scontrino fiscale non emesso, un bidone di rifiuti tossici, un fascio littorio, lo stemma dei Savoia, la calza per la Befana, la maschera di Arlecchino, un ramo di ulivo, un uovo di cioccolato con dentro la sorpresa, un mazzo di crisantemi, una mimosa, una corona di alloro, una tomba etrusca, l'oroscopo del giorno di Paolo Fox, la vagina di Cicciolina, trenta euro bocca figa, e via dicendo. Quinto o sesto, ho perso il conto, sarò cieco io, ma tutta questa cristianità nella storia di questo pezzo di terra che ci ostiniamo a chiamare Italia proprio non la vedo.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 16:37 | commenti (4)


venerdì, 23 ottobre 2009
 

Ogni tanto mi ricordo di questo posto. Poi me ne dimentico.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 08:36 | commenti (3)


lunedì, 12 ottobre 2009
 

Immagino che un libro dove alla fine il narratore muore sia una specie di paradosso. O magari no.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 12:12 | commenti (2)


lunedì, 21 settembre 2009
 

L'ho detto mentro ero via, rovinandomi una buona mezz'ora di vacanza, e lo ripeto adesso. Di quei sei morti non mi frega niente. Mi interessa nulla o poco più di chiunque muoia sulla faccia del pianeta e dovrebbe interessarmi di loro, perchè? Perchè erano italiani? Perchè erano giovani? Perchè erano soldati in missione di pace? Beh, sì, forse. E invece no. Non me ne frega un cazzo. Ammettendo, come ammetto, che non mi dispiace per le altre quindici vittime, in un'ipotetica classifica del non dispiacere di queste sei non mi dispiace ancora di più. E se oggi è lutto nazionale, lo è perché sono tornato al lavoro.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 14:56 | commenti (11)


giovedì, 27 agosto 2009
 

Dopo qualche giorno, mi ricordo che a trentaehmehm anni ancora non mi ci sono abituato, perdio!, ancora mi sembra una cosa fuori dal normale invece di quello che è, cioè la normalità. Una delle tante normalità che si aggirano per il pianeta. Spreco tempo prezioso, si fa per dire, per vedere alla televisione la gente, tanta gente, che va in pellegrinaggio in un paesello in culo ai lupi per visitare la ricevitoria, sì, la ricevitoria - nemmeno fosse il corpo putrefatto di quel frate che aveva le mestruazioni dalle mani e moltiplicava gli stuzzicadenti - dove sono stati vinti non so quanti sacchi di denaro da non so chi. E come me nessun altro lo sa, solo che a me non interessa. Per inciso, non gioco al superenalotto, non gioco al totocalcio, non scommetto, non gratto, non videopokero; la mia religione me lo vieta. L'unico gioco a soldi che, pur non avendo mai vinto, riesce ad attirare la mia attenzione è il meretricio.
Neanche fosse non riesco ad immaginarmi cosa. Non so davvero che diavolo ci potrebbe essere di così interessante da vedere, a parte una donna con due vagine, per farmi anche solo pensare che potrebbe essere una buona idea alzarmi, mettermi il gel, prendere la macchina e farmi ics chilometri, dove ics è un numero a caso tra la distanza che c'è tra chi gioca al superenalotto e la merda, cioè zero, e un sacco di strada quantificabile in un minimo di due soste all'autogrill. Il tutto per, per, per cosa? Senza contare che, oltre a questi turisti della fortuna, chiamiamoli così, ci sono anche quelli che nella famosa ricevitoria dove un tizio qualunque ha vinto al superenalotto ci vanno apposta per giocare al superenalotto. Perché certo, se giochi la tua data di nascita il ventinove, il quarantasette, il novantuno ed il pigrecomezzi dopo esserti fatto dieci ore di treno, escono. Solo pensarci mi lascia senza parole e con un leggero senso di angoscia e di nausea. Più o meno come quella volta, circa venti minuti fa, quando ho scoperto che Valeria Marini sarà sulla prossima copertina di Playboy. Solo che Valeri Marini basta chiudere gli occhi e non esiste più, questa gente si rischia di incontrarla per la strada.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 16:27 | commenti (8)


mercoledì, 26 agosto 2009
 

Ci sono nato, per essere contro. Contro praticamente qualsiasi cosa sulla faccia della terra. Probabilmente in un mondo perfetto mi annoierei a morte, mi suiciderei, non lo so. Ma cazzo, questo mondo qua sembra fatto apposta per me.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 16:27 | commenti (8)


venerdì, 21 agosto 2009
 

Stavo pensando che forse si dà un po' troppa importanza, alla vita umana. La si sopravvaluta. Come se fosse chissà cosa. Togli Mozart, togli Platone, togli Marilyn Monroe, cosa abbiamo più dei delfini?

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 10:31 | commenti (2)


martedì, 11 agosto 2009
 

L'estate passa così lentamente che quasi non me ne accorgo. Mi sembra oggi da una vita. Mi sembra un giorno come tanti altri e probabilmente lo è, e lo sarà domani, e lo sarà dopodomani, e lo sarà dopodopodomani. Non spero che arrivi la sera per dormire, non spero che arrivi la mattina per svegliarmi. Fumo. Spenta una sigaretta faccio qualcosa che mi tenga impegnato fino alla prossima. Ogni sigaretta è la fine di qualcosa e l'inizio di qualcos'altro. Niente d'importante comunque. Niente o quasi lo è davvero. Respirare, forse. Bere, mangiare, cagare, tagliarsi le unghie. Cos'altro. Stanotte ho sognato che stavo per annegare nel mio ufficio ma poi l'acqua è uscita ed io non sono annegato. C'era una ragazza. Ho ordinato la pizza. Poi basta. Di notte il mio cervello non è mio, va dove gli pare, fa quello che vuole lui. O magari sono io, sono io che di giorno faccio quello che vuole lui. Non ho il controllo dei miei pensieri e vorrei avere il controllo della mia vita. Ah. Ahah. Non è per niente divertente. La palla rimbalzina, è divertente. Giocare a poker da solo, è divertente. Inventarsi canzoni in lingue sconosciute, è divertente. Cambiare le lettere alle parole, è divertente. Pensare devo buttare la spazzatura e restare coricato sul divano e il giorno dopo spruzzare il deodorante per la casa, è divertente. Questo no.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 12:03 | commenti (4)


giovedì, 06 agosto 2009
 

E' finita. Non abbiamo vinto, ma nemmeno ce lo siamo fatto mettere nel culo. O forse sì, ma ancora non ce ne siamo accorti, la vaselina fa il suo dovere, quel bruciore lncinante arriverà dopo, quindi per ora va bene così. Facciamo finta che per una volta abbiamo pestato i piedi a quella cosa strana che qualcuno chiama capitalismo, qualcun altro new economy e qualcun altro ancora, dio bono, libertà.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 15:45 | commenti (3)


mercoledì, 29 luglio 2009
 

Il problema, uno dei tanti problemi, è che la politica... Non la politica in sé; la politica in sé, intesa come cazzo ne so, sparare minchiate a caso ed essere eletti per farsi gli affaracci propri, per compensare con il potere il fatto di avere l'uccello piccolo o per battere il record di scopate in apnea con un dito in culo, questo è un altro dei tanti problemi. Io intendo il riconoscersi delle persone comuni in un determinato schieramento politico, in un partito, di destra o di sinistra che sia, fare propria un'ideologia, qualunque essa sia. Ecco, il problema è che non vedo differenza tra la politica e il calcio. Si parla e si dice e si fa e si pensa per partito preso. Se stendono un giocatore in area  e quel giocatore è della tua squadra, è rigore; se non è della tua squadra, non è rigore; non c'è moviola che tenga e vaffanculo a Biscardi. Se la tua squadra compra un giocatore, quel giocatore è il giocatore  più forte che ci sia; se invece lo compra un'altra squadra, quello stesso giocatore è una merda, è bollito, è un bidone, sciabolata morbida,  non va.  La cosa da non scordare mai è di dare ragione a prescindere al proprio schieramento, e farlo possibilmente urlando e insultando. Ecco perchè ho come l'impressione che buona parte della merda, pardon, della gente viva le elezioni come una finale di Champions League. Mancano i cortei di macchine a suonare il clacson in giro per le strade e gli striscioni "la mamma di [nome di un politico a caso] è una puttana", ma chissà, prima o poi. Al peggio non c'è mai fine.

sputato dal modesto e cortese Nemecsek | 16:15 | commenti (3)